Ayrton Senna
Ayrton Senna
Imola e Senna. Ma anche Imola è Senna. La tragedia dell’1 maggio 1994 ha cambiato per sempre la storia della Formula Uno. La terribile potenza dell’evento irreparabile rimbomba ancora, nella memoria di chi ha l’età per ricordare. Eppure, per Ayrton, prima del giorno senza ritorno, Imola fu anche altro. Tanto altro. Con particolare riferimento alla estenuante rivalità con l’avversario più grande. Il francese Alain Prost. Simbolicamente, tutto cominciò proprio a Imola, una domenica di primavera del 1989. Il brasiliano era il campione del mondo in carica. Il dualismo con il compagno di squadra,...

Imola e Senna. Ma anche Imola è Senna. La tragedia dell’1 maggio 1994 ha cambiato per sempre la storia della Formula Uno. La terribile potenza dell’evento irreparabile rimbomba ancora, nella memoria di chi ha l’età per ricordare.

Eppure, per Ayrton, prima del giorno senza ritorno, Imola fu anche altro. Tanto altro. Con particolare riferimento alla estenuante rivalità con l’avversario più grande. Il francese Alain Prost.

Simbolicamente, tutto cominciò proprio a Imola, una domenica di primavera del 1989. Il brasiliano era il campione del mondo in carica. Il dualismo con il compagno di squadra, appunto Prost, stava per deflagrare.

A fare da detonatore fu un evento imprevisto. Nelle prime fasi del Gran Premio di San Marino, la Ferrari dell’austriaco Berger uscì rovinosamente di pista. Si schiantò contro il muro del Tamburello. L’incendio divampò. Il pilota fu salvato dal coraggioso intervento dei soccorritori.

La gara venne sospesa. In una atmosfera dominata da paura e nervosismo, i drivers aspettavano il secondo via. Nel box McLaren ci fu un colloquio tra il francese e il brasiliano. Cosa si dissero, resta un mistero avvolto nell’enigma.

O meglio. Le versioni dei diretti interessati rimasero per sempre inconciliabili. Secondo Prost, fu stabilito che chi dei due fosse stato davanti dopo la prima curva non sarebbe stato attaccato dal compagno di scuderia. Secondo Senna, niente di tutto questo venne pattuito.

Il resto è facile da immaginare. Alain scatta meglio ma durante il primo giro il transalpino commette un errore e il brasiliano lo sorpassa.

Ayrton vince ma non può festeggiare. Alain, furioso, nel dopo gara lo accusa di slealtà e annuncia la definitiva interruzione dei rapporti. Per anni, i due non si rivolgeranno più la parola.

Poi c’è Imola 1991. Prost è passato alla Ferrari. Senna è di nuovo il campione in carica e al sabato con la McLaren firma l’ennesima pole, precedendo il francese.

La domenica la pioggia si abbatte sul circuito poco prima della partenza. La pista si allaga. Durante il giro di ricognizione, accade l’incredibile. L’esperto Prost perde il controllo della Rossa. Esce di strada e si pianta letteralmente nell’erba fradicia. La sua sfida a Senna finisce così, prima di cominciare. Ayrton trionfa senza problemi, in assenza dell’illustre avversario. Sarà il suo ultimo successo a Imola.

Infine, la domenica dell’addio. 1 maggio 1994. Ormai Prost è andato in pensione e proprio Senna lo ha sostituito in Williams. Non più nemici in pista, i due sono tornati in buoni rapporti. Persino più di quanto gli estranei possano immaginare.

Mancano poche ore alla partenza del Gran Premio di San Marino. Mentre sta prendendo parte al warm up mattutino, Ayrton viene informato via radio che al box della Williams è arrivato l’eterno rivale.

E allora, allora Senna fa qualcosa di straordinario. Accende il microfono e dice, perché tutti possano sentire: "Ciao Alain, mi manchi".

Pochi giorni dopo, in Brasile, Prost porterà la bara di Ayrton fino alla tomba del cimitero di Morumbi.