Michael Schumacher (Ansa)
Michael Schumacher (Ansa)

Roma, 18 dicembre 2018 - Ormai cinque anni fa, il 29 dicembre del 2013, Michael Schumacher cadeva rovinosamente sulle nevi della Alta Savoia. Da allora, uno stillicidio di indiscrezioni, mormorazioni, bugie, sciocchezze ha fatalmente accompagnato il calvario del Campionissimo della Formula 1. La legittima volontà della famiglia di tutelare rigorosamente la privacy del paziente illustre purtroppo ha alimentato la caccia al gossip.

A dispetto delle ultime presunte rivelazioni, propagandate da un giornale britannico, la verità delle cose non cambia. Schumi, prossimo al traguardo del 50º compleanno, in calendario il 3 gennaio, continua la sua silenziosa battaglia. Non è corretto affermare che l’ex ferrarista non ha oggi più bisogno del supporto delle macchine vitali per la sopravvivenza. Come già mi è capitato di raccontare, sin dal 2014 il fuoriclasse tedesco viene quotidianamente alzato dal letto. Può sedere su una carrozzina e le persone, pochissime all’infuori della ristretta cerchia familiare, che lo frequentano sono testimoni della sua muta presenza. Come ha recentemente ben spiegato Georg Ganswein, il monsignore che è il segretario particolare del Papa emerito Joseph Ratzinger, «forte è l’impressione che Michael percepisca l’amore di chi lo circonda».

Basta tutto questo per immaginare una miracolosa riabilitazione dell’eroe del volante che tante emozioni ha regalato ai tifosi della Ferrari, battendo con la macchina rossa tutti i record tra il 1996 e il 2006?

Evidentemente, no. Purtroppo, la mancanza di bollettini medici (in cinque anni ne è stato divulgato soltanto uno, all’indomani del terribile incidente sugli sci: e parlava di lesioni cerebrali sparse, in pratica una sentenza) si presta a equivoci talvolta dettati anche dalla smania di sensazionalismo. Nulla impedisce di confidare ostinatamente in quello che sarebbe un autentico miracolo. Un desiderio sacrosanto, nemico della rassegnazione.

Ma per ora rimane agli atti, nel contesto di una vicenda tanto dolorosa, l’azione giudiziaria che, non molto tempo fa, ha permesso alla stoica moglie del Campionissimo, la signora Corinna, di sbugiardare in tribunale una rivista tedesca che aveva pubblicato farneticazioni su uno Schumacher in grado di camminare, parlare, persino andarsene a pesca nel laghetto intorno al castello che è la residenza di famiglia, a Gland in Svizzera...

In tutto questo, forse la maniera più delicata e affettuosa per celebrare i cinquant’anni del Mito l’ha individuata un grande artista italiano. Durante l’intero arco della carriera di Michael, il geniale Filippo Di Mario è stato il fotografo più vicino al Campionissimo. Le sue istantanee, rielaborate pittoricamente, sono il cuore della mostra speciale che verrà inaugurata il 26 dicembre a Brisighella, in Romagna, nella terra di Lorenzo Bandini, altro simbolo della Ferrari gloriosa.

La rassegna, intitolata “Schumacher 50”, sarà aperta al pubblico nei week end, fino alla fine di gennaio. Merita di essere ammirata, fidatevi.