Sebastian Vettel
Sebastian Vettel
C’eravamo tanto amati. All’alba del 2015, Seb Vettel sbarcava in Ferrari forte di quattro titoli mondiali già vinti con la Red Bull. Sognava di ripetere le imprese del connazionale Michael Schumacher, il tedesco che ha riscritto la storia della Rossa. Al tramonto del 2020, Seb ha lasciato malinconicamente Maranello. È vero, in groppa al Cavallino solo due leggende come Schumi e Lauda hanno vinto più Gran Premi di lui. Ma la missione è fallita, il titolo iridato non è mai...

C’eravamo tanto amati.

All’alba del 2015, Seb Vettel sbarcava in Ferrari forte di quattro titoli mondiali già vinti con la Red Bull. Sognava di ripetere le imprese del connazionale Michael Schumacher, il tedesco che ha riscritto la storia della Rossa.

Al tramonto del 2020, Seb ha lasciato malinconicamente Maranello. È vero, in groppa al Cavallino solo due leggende come Schumi e Lauda hanno vinto più Gran Premi di lui. Ma la missione è fallita, il titolo iridato non è mai arrivato.

Sarebbe inopportuno, ora, distribuire colpe e responsabilità. Il flop è stato di tutti. Probabilmente Seb ci ha messo del suo nel momento migliore della Scuderia, sbagliando troppo nella estate del 2018, quando la Mercedes non sembrava più irresistibile. Ma è andata così e la fine di un amore non merita un sovraccarico di recriminazioni.

Vettel non aveva voglia di smettere e così ha deciso di prolungare la carriera scommettendo sul ritorno di un brand affascinante.

Aston Martin!

La suggestione del marchio è innegabile. Stiamo parlando della macchina di James Bond. In termini di impatto mediatico, l’auto di 007 è una garanzia.

Ma qui, appunto, stiamo occupandoci di Formula Uno.

In famiglia. La Aston Martin da Gran Premio fino a ieri si chiamava Racing Point. E prima ancora era nota come Force India.

A cacciare i soldi, è un papà innamorato del figlio. Mister Stroll è un magnate canadese con una idea fissa: fare di Lance, l’erede, il campione del mondo di Formula Uno. E così da bambino lo ha messo sui kart, poi gli ha pagato l’Accademia Ferrari, quindi si è comprato mezza Williams per farlo debuttare nei Gran Premi, infine ha acquistato un intero team, ha coinvolto il brand Aston Martin ed eccoci qua, al presente.

Domanda: che spazio avrà Vettel in quello che è un affare di famiglia? Sarà costretto a cedere il passo al figlio del padrone? Dovrà fargli da tutor? Oppure sarà libero di essere leader, dimenticando le frustrazioni accumulate in Ferrari?

Mistero. Stroll junior non è uno fermo, in verità. Qualcosa ha dimostrato, sia pure tra mille dubbi generati dalla ingombrante presenza paterna. Ma Vettel ha un prestigio, ha una storia: dovesse star dietro al compagno di squadra, meglio farebbe a ritirarsi.

Tecnicamente, la verdissima Aston Martin gode del supporto di Mercedes. Dopo anni di mugugni sui limiti di Maranello, Seb avrà finalmente a disposizione lo stesso motore di Lewis Hamilton. Gli basterà?