Budapest, 27 luglio 2018 - Si apre all'insegna della Red Bull la prima giornata di prove al Gp di Ungheria, ultima tappa del Mondiale prima della pausa estiva. Ma la Ferrari c'è, e per quanto possa contare, al momento è davanti alla Mercedes.

LIBERE 2 - È la Ferrari di Sebastian Vettel la vettura più veloce nelle seconde libere. Sulla pista dell'Hungaroring, vicino Budapest, il pilota tedesco ha segnato il miglior tempo, in 1'16"834, precedendo le Red Bull di Max Verstappen (1'16"908) e Daniel Ricciardo (1'17"061). Quarta l'altra Rossa di Kimi Raikkonen (1'17"153), davanti alle Mercedes di Lewis Hamilton (1'17"587) e Valtteri Bottas (1'17"868).

LIBERE 1 - Nella prima sessione invece è stato di Ricciardo il miglior tempo nella prima sessione ( 1'17"613). Poi Vettel, in ritardo di appena 79 millesimi, Verstappen (+88) e Raikkonen (1'17"948). Hamilton quinto con 1'18"036, davanti al compagno di scuderia Bottas (1'18"47).

Risultati e tempi delle libere 1

SEB PER MARCHIONNE - Le bandiere del Cavallino sono a mezz'asta sull'Hungaroring, mentre tecnici, ingegneri, piloti e macchine portano il segno del lutto. E' l'omaggio della Ferrari a Sergio Marchionne, presidente ma anche primo tifoso, appena scomparso. Non sarà facile correre in questo clima per Seb, chiamato a rimediare al grave errore di domenica scorsa in Germania con una prestazione perfetta che gli consenta di recuperare almeno parte dello svantaggio accumulato rispetto al rivale e leader di classifica  Lewis Hamilton: 17 punti. Il tedesco cercherà di farlo anche per il suo presidente. E quanto si è visto fin qui fa ben sperare.

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Ferrari tra dolore e voglia di rivalsa (di LEO TURRINI) - Questo non può essere un Gran Premio come gli altri. E non lo sarà. Sventola a mezz’asta la bandiera Ferrari sul motorhome parcheggiato all’Hungaroring. Ingegneri e meccanici della Rossa hanno il lutto al braccio e qualcosa ci sarà anche sulla macchina. Maurizio Arrivabene, Seb Vettel e Kimi Raikkonen tacciono in segno di rispetto nei confronti del presidente prematuramente scomparso.

Eh, sì. Sergio Marchionne ha lasciato un vuoto grande anche nei box della Formula Uno. Si era rivelato un appassionato vero. E aveva idee molto rispettose della tradizione e della cultura dell’automobilismo: il contrario di quanto molti avevano temuto quando prese a Maranello il posto di Montezemolo.

Malinconicamente, proprio alla corsa ungherese è legato il ricordo più bello della presidenza Marchionne: la doppietta Rossa di un anno fa, con Vettel in trionfo grazie al generoso aiuto di Kimi Raikkonen, che si accontentò del secondo posto per favorire il compagno nella corsa al titolo.

E queste cose Sergio le apprezzava tantissimo.

Ma questa, purtroppo!, è storia. Vengo alla cronaca. Dopo la delusione tedesca, la Ferrari cerca l’immediata riscatto sulla collina di Budapest. Lewis Hamilton è tornato leader del campionato, sfruttando l’errore di Vettel in quel di Hockenheim. Pensando alle corse che ci saranno dopo la pausa di mezza estate (si ricomincia il 26 agosto sulle Ardenne, in Belgio), il pilota della Rossa deve iniziare a limare lo svantaggio.

Non sarà semplice. All’incandescente duello con la Mercedes si aggiungerà presumibilmente la grande competitività della Red Bull, favorita dalle caratteristiche del tracciato, stretto e tortuoso. La faccio breve: non mi stupirei se Verstappen e Ricciardo, motore permettendo, facessero saltare il banco. Di sicuro, sarà una partita a tre (a sei, considerando i piloti).

Intanto la McLaren è scesa...in Romagna per rilanciarsi: la scuderia che fu di Senna e di Prost ha soffiato alla Toro Rosso l’ingegnere James Key, che assumerà le funzioni di direttore tecnico.

Oggi all’Hungaroring due sessioni di prove libere alle 11 e alle 15. Domani alle 15 la caccia alla pole. Domenica alle 15,10 il via al Gran Premio. Tutto in diretta Sky.