Formula 1, Melbourne, Gp d'Australia (Lapresse)
Formula 1, Melbourne, Gp d'Australia (Lapresse)

L’ultimo regalo di Charlie Whiting, il direttore di gara dei Gran Premi stroncato a Melbourne da una embolia polmonare, rappresenta la novità "sportiva" più consistente per la Formula 1 targata 2019. Whiting infatti si era espresso a favore della assegnazione di un punto in classifica al pilota e alla squadra che firmeranno il giro più veloce in corsa. La proposta è stata approvata alla unanimità dai team iscritti al campionato e già domenica in Australia sarà in vigore. È stato studiato un meccanismo che dovrebbe impedire le furbate. Ad esempio, per ottenere il bonus il driver dovrà comunque piazzarsi tra i primi dieci sotto la bandiera a scacchi e non dovrà essere incappato in penalizzazioni da parte dei commissari.

Si tratta di un ritorno al passato. Il premio all’autore del "fastest lap" esisteva nel passato remoto mentre oggi è prassi nella Formula E, il campionato riservato alle monoposto elettriche. La soluzione adottata si presta a qualche perplessità. Ci sono stati titoli assegnati per una manciata di punti, talvolta persino uno solo. Cosa diremmo se, alla fine della fiera, fossero i giri veloci a determinare il verdetto iridato?

Sul piano tecnico, i regolamenti non sono stati rivoluzionati. Cambiano le dimensioni delle ali e questo permetterà agli ingegneri di “giocare” sui flussi dell’aria sotto le macchine, per guadagnare in stabilità e trazione. Restano i limiti sulle power unit. Puoi usare tre motori a stagione, quando monti il quarto esemplare vieni penalizzato sulla griglia di partenza. Sono stati resi più rigidi i controlli sulle benzine, verifiche sui carburanti saranno effettuate prima e dopo la gara. E viene reso più frequente l’utilizzo dell’ala mobile posteriore, il famigerato DRS, per rendere più numerosi i sorpassi, che però così saranno sempre più... finti e quindi poco interessanti.

Questa, beninteso, è teoria. Domenica, dalle 6.10 ora italiana, ne sapremo di più...