La nuova Ferrari SF90 (Ansa)
La nuova Ferrari SF90 (Ansa)

Maranello, 15 febbraio 2019 - Originale. Audace. Persino estrema. Di un Rosso più opaco del solito, perché anche una vernice può incidere sulla prestazione.
È la nuova Ferrari. Si chiama, come avevo anticipato, SF90, in omaggio ai novant’anni della Scuderia. Diremo che è bella solo quando si rivelerà vincente. John Elkann, il presidente, ha parlato di orgoglio italiano e non ha torto, anche se si esprimeva in inglese. Del resto il Cavallino è una icona globale...
Tecnicamente, la macchina ideata dagli uomini di Mattia Binotto scommette su soluzioni coraggiose. Il retrotreno è affilatissimo. L’anteriore è molto diverso da quello della Mercedes. Si coglie uno sforzo creativo che ora resta in attesa della conferma più importante, quella che deve arrivare dalla pista.
Camilleri, l’amministratore delegato, ha evocato la storia: novant’anni sono solo una tappa di transito verso il traguardo del secolo. Sperando di non arrivarci, al secolo, ancora inseguendo Lewis Hamilton...
A battere il Re Nero dovranno pensarci Seb Vettel e Carletto Leclerc. Visti assieme, sembrano una coppia affiatata. Hanno detto frasi di circostanza. Sanno benissimo che le chiacchiere stanno a zero.
In platea, a studiare l’ambiente che fu del papà, c’era anche Mick Schumacher. Un cognome, una garanzia. Forse anche una ipotesi di futuro, perché no?
Bene ha fatto John Elkann, a fine show, a donare un cappellino a Piero Ferrari, a Camilleri, a Binotto, ai drivers. Era un modo di far capire che in testa, tutti, hanno una cosa sola. 
La Ferrari campione del mondo.

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