F1, i piloti si inginocchiano contro il razzismo (Alive)
F1, i piloti si inginocchiano contro il razzismo (Alive)

Spielberg (Austria), 5 luglio 2020 - Come preannunciato dal campione del mondo della Formula 1, Lewis Hamilton, quasi tutti i piloti del circus si sono inginocchiati sulla griglia di partenza prima del via del Gp d'Austria in segno di protesta contro il razzismo. Tra i piloti che hanno deciso di non mettersi in ginocchio ci sono il ferrarista Leclerc e Verstappen che hanno comunque indossato la maglietta nera con la scritta 'end racism' indossata da tutti i driver. Hamilton era con una maglia nera con la scritta 'Black Lives Matter'.

Sono sei i piloti che hanno deciso di restare in piedi, quasi tutti della 'new generation'. Oltre a Leclerc e Verstappen, il 'vecchio' filnlandese Kimi Raikkonen (Alfa Romeo), lo spagnolo Carlos Sainz Jr (oggi in McLaren e nel 2021 a Maranello), il russo Daniil Kvyat (AlphaTauri) e l'italiano Antonio Giovinazzi (Alfa Romeo).

"Non mi inginocchierò, ma questo non significa che non sono in lotta contro il razzismo" aveva annunciato il pilota della Ferrari Charles Leclerc su Twitter pochi minuti prima del via al Gran Premio d'Austria, non aderendo al gesto di sostegno al movimento. "Credo che ciò che conta siano fatti e comportamenti nella nostra vita quotidiana piuttosto che gesti formali che potrebbero essere considerati controversi in alcuni paesi - aveva proseguito su Twitter -. Non mi metterò in ginocchio, ma questo non significa affatto che sono meno impegnato di altri nella lotta contro il razzismo".

 

Anche Vertstappen non si inginocchia

Anche Max Verstappen non ha aderito alla protesta anti-razzismo. Il pilota della Red Bull non si è inginocchiato sulla griglia di partenza: "Penso che tutti abbiano il diritto di esprimersi quando e come vogliono - aveva annunciato Verstappen su Twitter - Non mi inginocchio, ma rispetto e sostengo le scelte personali di ciascun pilota".

 

Fia, 1 milione a 'We Race as One'

Una donazione di 1 milione di euro alla nuova fondazione 'We Race as One'. E' quanto ha annunciato con una nota la Fia, la La Federazione automobilistica internazionale che ha così voluto mostrare la sua vicinanza alla Fondazione che si occupa di promuovere una cultura più inclusiva e diversificata all'interno della massima categoria dell'automobilismo, avvicinando i migliori talenti nei ruoli tecnici, commerciali e aziendali eliminando barriere e discriminazioni fin dall'ingresso nel mondo dei kart.

Questo è un primo passo e ne arriveranno altri. Dovremmo combattere qualsiasi forma di discriminazione in particolare a causa del colore della pelle, della religione, dell'origine etnica o sociale", ha spiegato il presidente della Fia, Jean Todt. "Siamo lieti che la Fia abbia fatto questa donazione molto generosa di un milione di euro alla fondazione che abbiamo annunciato il mese scorso. È un passo importante verso il nostro obiettivo di supportare le opportunità educative e occupazionali chiave per i gruppi sottorappresentati", ha aggiunto Chase Carey, patron della F1.