Ferrari, Charles Leclerc (Ansa)
Ferrari, Charles Leclerc (Ansa)

Roma, 13 marzo 2019 - Dieci cose che ci possiamo aspettare dalla Formula 1 2019 che si mette in movimento domenica a Melbourne. O meglio: dieci cose che vorremmo vedere. Beninteso, mica è detto accadano! Segue elenco.

Formula 1 Gp Australia 2019, orari tv (diretta Sky e differita Tv8)

Uno. Fine della dittatura Mercedes. 10 mondiali consecutivi fra costruttori e piloti sono decisamente troppi. Probabilità che succeda davvero: non più del trenta per cento.

Due. Una Ferrari che la smetta di andar forte con la fine dell’estate. Un classico triste dell’ultimo periodo. Stavolta dovrebbe andar meglio. Probabilità: Settanta per cento.

Tre. Vettel senza autogol. Qui si va sul terreno della psicologia. La testa in un pilota conta. Nel 2018 Seb ha sbagliato più del lecito. Lo sa. Vuole rifarsi. Probabilità novanta per cento.

Quattro. Leclerc all’attacco. Qui zero dubbi. Cento per cento. Leclerc è tosto, ha la forza della giovinezza, non si tirerà indietro.

Cinque. Più sorpassi veri in pista, non taroccati dall’uso del DRS. Eterna promessa, non verrà mantenuta nemmeno stavolta. Zero per cento.

Sei. Alfa a podio almeno una volta nell’anno. È un piccolo grande sogno, forse irrealizzabile nonostante la classe di Raikkonen e l’esuberanza di Giovinazzi. Cinque per cento persimpatia.

Sette. Giurie esemplari. Cioè senza decisioni opposte su episodi identici. È una questione di equilibrio e di giustizia. Ma conoscendo i metodi della federazione internazionale è lecito continuare a dubitare. Due per cento.

Otto. Una bella gara di Kubica. Il polacco non disputa un Gp da Abu Dhabi 2010. Il suo ritorno ha un sapore romanzesco. Peccato sia sull’auto peggiore, la Williams. Quindi, probabilità due per cento.

Nove. Ricciardo ancora sorridente anche senza la Red Bull. L’australiano è il personaggio più naïf del Circo a quattro ruote ma chissà che Renault avrà in mano. Facciamo che le chances di vederlo sempre allegro non superano il trenta per cento.

Dieci. Hamilton giù dal trono. Uhm, tanto che te lo dico a fare? Meglio evitarle le percentuali, con un fenomeno come il Re Nero...

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