Imbattibile in pista, insuperabile pure sui social. Lewis Hamilton non è soltanto un pilota dai sette titoli del mondo, ma anche indiscusso protagonista della rete con i suoi 21,6 milioni di follower in tutto il mondo. Nessuno come lui. Una super-potenza capace di smuovere nazioni e scuotere coscienze. Un influencer pagato a peso d’oro mettendo in mostra la sua vita privata e quella mondana. Potere dei social. Un suo post, una sua foto, valgono fino a circa 60mila euro. Sei volte di più di quanto costa avere l’attenzione del pilota...

Imbattibile in pista, insuperabile pure sui social. Lewis Hamilton non è soltanto un pilota dai sette titoli del mondo, ma anche indiscusso protagonista della rete con i suoi 21,6 milioni di follower in tutto il mondo. Nessuno come lui. Una super-potenza capace di smuovere nazioni e scuotere coscienze. Un influencer pagato a peso d’oro mettendo in mostra la sua vita privata e quella mondana. Potere dei social. Un suo post, una sua foto, valgono fino a circa 60mila euro. Sei volte di più di quanto costa avere l’attenzione del pilota Ferrari Charles Leclerc (4,1 milioni di follower). O di Daniel Ricciardo (seguito da 4,2 milioni di persone). Che, in quanto a simpatia nel paddock, certamente doppia i suoi colleghi della griglia. E forse è stato proprio lui a ‘sdoganare’ l’uso dei social. Facendo scoprire al gessato mondo della F1 quanto sia utile uscire allo scoperto e trasmettere un po’ di leggerezza anche all’esterno. Una via di fuga. Memorabili i ‘furti’ dei telefonini degli altri piloti per riempire le stories con i suoi sorrisi, le sue smorfie e i suoi scherzi. La vittima prediletta? Ovviamente Hamilton. Che, dal canto suo, oltre a essere di tendenza con i suoi look, spesso utilizza i suoi profili Instagram, Twitter e Facebook, come cassa di risonanza per condividere battaglie sociali, dalla difesa dell’ambiente alla lotta contro il razzismo. In mondovisione è finita l’immagine della sua esultanza, lo scorso anno dopo il Gp di Stiria in Austria, con il pugno alzato a sostegno del movimento ‘Black Lives Matter’. Social non è soltanto leggerezza. Lewis ha capito la loro potenza va indirizzata anche per impegni più alti: "Quest’anno sono stato spinto non solo dal mio desiderio di vincere in pista, ma anche per contribuire a spingere il nostro sport e il nostro mondo a diventare più inclusivo. Cerchiamo di essere più accoglienti e gentili gli uni con gli altri. Non smetterò di lottare per il cambiamento", il saluto a fine stagione di Lewis.

Impegno, certo. Ma anche partecipazione alla vita dei piloti. Con Romain Grosjean che, sul suo profilo Instagram da 1,4 milioni di fan, sdrammatizza lanciando un post dalla sua monoposto pochi giorno dopo essere sopravvissuto allo spaventoso incidente nella prima gara del Sakhir, in cui mostra le mani ustionate completamente bendate: "Non erano i miei soliti guanti da corsa... ma rimettermi a sedere sulla mia Haas è stato davvero bello". E poi c’è Leclerc, che in un momento di relax, si mette a fare il ballerino alle spalle dell’(ex) fidanzata. Mentre tra i team, il podio di Instagram vede in vetta il (solito) team Mercedes Petronas con 6,4 milioni di follower, davanti alla Scuderia Ferrari (6 milioni) e alla Red Bull (5,1).