Juan Manuel Fangio, pilota Alfa Romeo nel Gran Premio d'Europa del 1951 (Ansa)
Juan Manuel Fangio, pilota Alfa Romeo nel Gran Premio d'Europa del 1951 (Ansa)

Roma, 29 novembre 2017 - La Storia siamo noi. Il futuro, forse, anche! E' questo il senso della operazione, fortissimamente voluta da Sergio Marchionne, che riporta dopo oltre trent'anni il marchio Alfa Romeo in Formula Uno.

Alfa fu l'alba dei Gran Premi, con i trionfi iridati di Nino Farina e Juan Manuel Fangio. Poi Enzo Ferrari surclassò la ex casa madre e la cronaca corsaiola si tinse del Rosso di Maranello.

Ma la suggestione esiste e resiste. Oggi parte del gruppo Fiat Chrysler, il marchio del Biscione sta inseguendo l'idea di un rilancio che sul mercato passa per modelli come Giulia e Stelvio, il Suv. L'aggancio alla Formula Uno, tramite Sauber, indica il desiderio di consolidare il marchio, ringiovandone il fascino.

Sul piano pratico, Alfa-Sauber diventa un satellite del Cavallino. Un po' come Toro Rosso per Red Bull, il team svizzero farà crescere piloti in erba, come il monegasco Leclerc, re di Formula 2, erede designato di Kimi Raikkonen dal 2019. E da subito la neonata Alfa da GP avrà il nuovo motore Ferrari, quello di Vettel e del finlandese.

La Storia siamo noi. Il futuro, forse, anche.