La disperazione di Matteo Berrettini, 25 anni, dopo lo stop forzato per infortunio agli addominali durante il secondo set
La disperazione di Matteo Berrettini, 25 anni, dopo lo stop forzato per infortunio agli addominali durante il secondo set
di Paolo Grilli Il buio cala all’improvviso quando la festa è tutta apparecchiata per te e sei nel vivo della battaglia. E sono solo lacrime, in un silenzio irreale. Matteo Berrettini si ritira contro Zverev al suo esordio nelle Finals 2021 e a questo punto il suo torneo è già a rischio. Eravamo all’inizio del secondo set, il gigante tedesco si era aggiudicato il primo al tie-break per 9-7: con merito, ma salvando anche due palle set a Matteo sul 5-6. Il PalaAlpitour è attonito, ammutolito dopo aver sostenuto il colosso. Sono i maledetti addominali, quelli che avevano fermato il romano a inizio anno in Australia,...

di Paolo Grilli

Il buio cala all’improvviso quando la festa è tutta apparecchiata per te e sei nel vivo della battaglia. E sono solo lacrime, in un silenzio irreale. Matteo Berrettini si ritira contro Zverev al suo esordio nelle Finals 2021 e a questo punto il suo torneo è già a rischio. Eravamo all’inizio del secondo set, il gigante tedesco si era aggiudicato il primo al tie-break per 9-7: con merito, ma salvando anche due palle set a Matteo sul 5-6. Il PalaAlpitour è attonito, ammutolito dopo aver sostenuto il colosso. Sono i maledetti addominali, quelli che avevano fermato il romano a inizio anno in Australia, a tradirlo di nuovo sotto i rilfettori del torneo dei maestri dei maestri. Inevitabile ma anche inutile sottolineare la perfidia del destino, doveroso affermare pure che lo sport, purtroppo, è anche questo. Ora dovrebbe subentrare Sinner a Berrettini se ci fosse il forfait: era la prima riserva, troverebbe una vetrina insperata anche se non avrebbe voluto certo guadagnarsi così la massima ribalta del tennis mondiale.

Matteo si era aggrappato al suo servizio per tenere testa al numero 3 del mondo. E c’era riuscito benissimo, uscendo spesso da situazioni complicate nel primo set. Aveva sofferto e poi reagito, tamponando con la classe ai troppi errori di rovescio. Poi, all’inizio del secondo set, il dramma sportivo che

Sempre nel Gruppo Rosso, Daniil Medvedev ieri ha messo subito le cose in chiaro nel match di esordio delle Finals al PalaAlpitour: anche perché è lui il campione in carica e l’occasione di un bis (l’ultimo a vincere l’ex Masters più volte di fila è stato Djokovic, col poker 2012-2015) è troppo ghiotta per non essere azzannata.

Il russo numero due al mondo ha battuto 2-1 Hubert Hurkacz, l’outsider polacco che a Torino può giocare con la forza dei nervi distesi. Medvedev, però, ha dovuto lottare fino alla fine, essendo andato sotto al primo set per 6-7. Poi la rimonta con i parziali di 6-3, 6-4, con la sfida che si è conclusa in poco più di due ore.

Torino ha accolto con un pieno di applausi i campioni scesi in campo per primi. Certo rimane la sofferta questione della capienza occupabile solo al 60% nel grande palasport di Torino, essendo saltata la deroga al 75% che sembrava cosa certa. C’è però ancora la possibilità che venga concessa in corso d’opera la saturazione per tre quarti della capacità dell’impianto, e anche nella giornata di ieri la Federazione Italiana Tennis era al lavoro in contatto con il governo per ottenerla. Risulta infatti incomprensibile come una manifestazione del genere, in una struttura chiusa ma enorme, non possa godere dello riempimento al 100% del pubblico, ovviamente con le condizioni del green pass e della mascherina. Si proverà a strappare almeno il 68%.

Tante le personalità in tribuna per un evento unico. Oltre all’ex sindaca e oggi vicepresidente Fit Chiara Appendino e al presidente della Fit Angelo Binaghi, ha assistito allo scontro Medvedev-Hurkacz anche il presidente di Stellantis John Elkann. Oggi sono invece attesi, fra gli altri, i ministri Federico D’Incà e Fabiana Dadone e il calciatore del Milan Zlatan Ibrahimovivic.