Edin Dzeko, 35 anni, 6 reti in serie A
Edin Dzeko, 35 anni, 6 reti in serie A
Mattia Todisco Arriva il derby d’Italia. Il primo per Simone Inzaghi, non per Max Allegri. Va in scena una rivalità che ha radici lontane, una partita a cui le tifoserie di Inter e Juve tengono particolarmente e che negli anni non ha mai risparmiato polemiche. Le prime divergenze si vedono in conferenze stampa. Differenze di vedute, in una dialettica che almeno tra i tecnici è tutt’altro che aspra. Se per Allegri i favoriti sono gli avversari e la...

Mattia Todisco

Arriva il derby d’Italia. Il primo per Simone Inzaghi, non per Max Allegri. Va in scena una rivalità che ha radici lontane, una partita a cui le tifoserie di Inter e Juve tengono particolarmente e che negli anni non ha mai risparmiato polemiche. Le prime divergenze si vedono in conferenze stampa. Differenze di vedute, in una dialettica che almeno tra i tecnici è tutt’altro che aspra. Se per Allegri i favoriti sono gli avversari e la gara non è decisiva, per Inzaghi tante contendenti hanno chance di vittoria e la posta sembra un po’ più importante. Basta vedere la classifica. Chi perde rischia un -10 dalla vetta (i nerazzurri) o addirittura un -13 (i bianconeri). Soprattutto, da superare ci sarebbe il colpo psicologico. Per ammissione di Marotta, una delle chiavi di volta della passata stagione fu il 2-0 al Meazza nello scontro diretto, gol di Vidal (che si gioca ancora una maglia con Calhanoglu) e Barella. Bonucci ha messo il pepe su una sfida in cui già c’è un sentimento forte. La voglia di rivalsa della Juve a seguito di un’annata grigia, quella di confermarsi dell’Inter scudettata dopo le parole del difensore bianconero su meriti e demeriti relativi al tricolore dello scorso anno. Tatticamente, è uno scontro di filosofie. L’Inter è alla ricerca di equilibrio. Segna molto e altrettanto subisce. È una squadra che punta al gol in più, non al difendi e contrattacca. Esattamente il contrario della Juventus, che viene da quattro 1-0 consecutivi e ha ritrovato con Allegri la continuità di risultato seguendo un credo "sparagnino" quanto efficace. Entrambe le concorrenti possono dirsi soddisfatte di come arrivano alla sfida in termini di defezioni. All’Inter mancherà soltanto Correa, che non si è ripreso da un affaticamento muscolare patito in nazionale. La Juve, per contro, recupera Rabiot dal Covid e Dybala da un infortunio. L’argentino andrà probabilmente in panchina per lasciare spazio a Chiesa-Morata. Una certezza c’è già: se ci saranno situazioni come quella dell’Olimpico sul 2-1 di Felipe Anderson, l’Inter andrà avanti a giocare. Lo ha annunciato Simone Inzaghi. Diversamente dallo scorso anno sarà uno spettacolo col pubblico. I 56mila e qualcosa permessi dalla capienza saranno ai loro posti, nonostante le polemiche sui prezzi dei tagliandi.