di Leo Turrini Lo scenario era da sogno: la sala dei trionfi del museo di Maranello, il Sancta Sanctorum della Ferrari. Ma la suggestione si è fermata lì: perché Mattia Binotto, Charles Leclerc e Carlos Sainz hanno scelto di volare basso. Prudenza, prudenza e ancora prudenza: la nuova squadra Rossa, presentata via web, rinuncia a qualunque forma di ottimismo. In sintesi. Binotto: "Non possiamo immaginare di raggiungere chi ci è stato nettamente superiore nel 2020". Leclerc: "L’obiettivo ragionevole è migliorare il...

di Leo Turrini

Lo scenario era da sogno: la sala dei trionfi del museo di Maranello, il Sancta Sanctorum della Ferrari. Ma la suggestione si è fermata lì: perché Mattia Binotto, Charles Leclerc e Carlos Sainz hanno scelto di volare basso. Prudenza, prudenza e ancora prudenza: la nuova squadra Rossa, presentata via web, rinuncia a qualunque forma di ottimismo. In sintesi. Binotto: "Non possiamo immaginare di raggiungere chi ci è stato nettamente superiore nel 2020". Leclerc: "L’obiettivo ragionevole è migliorare il sesto posto nel mondiale costruttori". Sainz: "Non so se nella stagione che ci aspetta riuscirò a salire sul podio come ho fatto con la McLaren".

Il rinvio. In pratica, la Ferrari ascolta Lucio Dalla e rimanda le emozioni all’anno che verrà. "Non è tollerabile un bis del 2020 – ammette Binotto –. Ma siamo proiettati sul 2022, quando la F1 ricomincerà da zero, da un foglio bianco. Per questo sarò meno presente alle corse, delegando la responsabilità in pista a Laurent Mekies". Il capo del reparto corse ha negato di essere sotto stress: "Io non sento la pressione, sento la responsabilità di rappresentare una grande eccellenza italiana". L’impressione è che Binotto (che non gestirà l’operazione Le Mans del Cavallino) si sia pentito amaramente di quella dichiarazione rilasciata a inizio 2019. Disse: apriremo un’era. Le parole sono pietre e sono anche un boomerang.

Carletto. Leclerc resta ovviamente il leader di un progetto proiettato sul futuro. E il Principe di Monaco non ha paura di attraversare il deserto. "Il congelamento delle regole non ci ha permesso di intervenire sulla vettura come avremmo voluto – ha spiegato Carletto –. Abbiamo fatto delle scelte, scopriremo presto se pagheranno. La cosa fondamentale è gettare basi solide per il 2022. Le Mans? Se mi chiederanno di correre la 24 Ore con la Ferrari sarò felice ma la priorità è la F1. Sainz? Io corro per battere tutti, quindi anche lui. Ma siamo amici, collaboriamo lealmente per riportare la Rossa dove merita di stare".

Lo spagnolo. Carlitos non si tira indietro: "All’inizio il mio compagno sarà favorito, conosce già il team – ha detto Sainz –. A me basta diventare campione del mondo con la Ferrari entro cinque anni! Nell’immediato, dobbiamo cercare di fare sempre progressi. Quando ero in McLaren, ho imparato che lavorando duro si può risalire la china. Ora ci serve pazienza, il balzo in avanti lo faremo nel 2022". E dai. Intanto, per non farsi mancare niente, la Mercedes ha pure vinto ieri in Arabia Saudita con De Vries il primo atto del mondiale di Formula E, il campionato riservato alle monoposto elettriche.