di Mattia Todisco Il derby di Milano si giocherà con l’Inter in testa alla classifica. Al 2-0 subito dal Milan a La Spezia, la squadra di Antonio Conte risponde battendo 3-1 la Lazio al Meazza con il decisivo apporto della "LuLa", Lukaku-Martinez, tanto criticati di recente e bravi a tornare a livelli importanti in una gara chiave. La sfida ai biancocelesti, reduci da cinque successi consecutivi in campionato, era classificabile come l’ennesima prova del nove da superare. Uno step di mentalità spesso fallito,...

di Mattia Todisco

Il derby di Milano si giocherà con l’Inter in testa alla classifica. Al 2-0 subito dal Milan a La Spezia, la squadra di Antonio Conte risponde battendo 3-1 la Lazio al Meazza con il decisivo apporto della "LuLa", Lukaku-Martinez, tanto criticati di recente e bravi a tornare a livelli importanti in una gara chiave. La sfida ai biancocelesti, reduci da cinque successi consecutivi in campionato, era classificabile come l’ennesima prova del nove da superare.

Uno step di mentalità spesso fallito, quest’anno, quando il Milan ha concesso l’opportunità del sorpasso. A maggior ragione l’occasione era ghiotta considerando che la Juve è appena uscita a mani vuote dal Maradona. La vittoria che doveva arrivare, stavolta, è arrivata. Frutto di una partita giocata principalmente nella propria metà campo, ad aspettare la Lazio e colpire in contropiede. La perdita di Radu nel riscaldamento, sostituito da Hoedt, si rivela per Inzaghi un passaggio chiave. Lanciato nella mischia per necessità, è l’olandese a commettere il fatto da rigore su Martinez che consente all’Inter di aprire le marcature, dopo un avvio in cui è la squadra ospite a tenere di più il pallone.

Accade lo stesso dopo il vantaggio nerazzurro. Il baricentro dell’Inter resta basso, i più avanzati sono i due attaccanti, ma li si trova spesso nella propria trequarti a dar fastidio alla costruzione dei difensori avversari. Per lunghi tratti i tentativi di ripartire vengono mortificati dalla pressione alta e da qualche errore tecnico. Passando i minuti, anche la Lazio comincia a sbagliare qualcosa e la qualità di Eriksen prende il sopravvento. Il 2-0 (concesso grazie al Var dopo un fuorigioco fischiato dall’arbitro Fabbri) è un colpo di fortuna che aiuta l’audace Brozovic, il cui contrasto con Lazzari manda in porta Lukaku, ma già due volte l’Inter aveva avuto l’opportunità di raddoppiare in maniera più "pulita". Romelu fa cifra tonda di gol in carriera: 300 tra squadre di club e Nazionale.

Con una punizione ingenerosa da digerire all’intervallo, Inzaghi mette mano immediatamente alla panchina. Sceglie Parolo ed Escalante per l’incerto Hoedt e Leiva, vede i suoi avvicinarsi alla rimonta proprio con uno dei subentranti (l’argentino) che devia una punizione di Milinkovic-Savic altrimenti destinata tra le braccia di Handanovic. Le assenze, però, pesano. Parolo evita un gol fatto di Hakimi poco prima del 2-1, poco può opporre quando Lukaku lo punta in velocità, bruciandolo e consentendo a Martinez di siglare il tris a porta vuota. Anche con 25’ più recupero da disputare, la mazzata è troppo forte per far rialzare la Lazio.