Joaquin Correa è arrivato mercoledì, ha fatto un allenamento e segnato due gol
Joaquin Correa è arrivato mercoledì, ha fatto un allenamento e segnato due gol
di Mattia Todisco L’ultimo arrivato è l’uomo decisivo. Joaquin Correa, tesserato in fretta e furia per poterci essere a Verona, firma una doppietta subentrando nel finale al Bentegodi contro l’Hellas e dimostrando subito di poter dire la sua in nerazzurro. Alla fine è 3-1 per l’Inter, che soffre, sbuffa, chiude sotto il primo tempo e impatta all’inizio del secondo in attesa che il "Tucu" metta la firma indelebile sul successo. Una...

di Mattia Todisco

L’ultimo arrivato è l’uomo decisivo. Joaquin Correa, tesserato in fretta e furia per poterci essere a Verona, firma una doppietta subentrando nel finale al Bentegodi contro l’Hellas e dimostrando subito di poter dire la sua in nerazzurro. Alla fine è 3-1 per l’Inter, che soffre, sbuffa, chiude sotto il primo tempo e impatta all’inizio del secondo in attesa che il "Tucu" metta la firma indelebile sul successo. Una faticaccia, per i campioni d’Italia. Nel passaggio da Juric a Di Francesco il Verona non ha cambiato filosofia. Aggredisce alto, rendendo complicata l’uscita di palla dell’Inter. La squadra di Inzaghi prova lo stesso a giocare con la costruzione dal basso, pur patendo il pressing. È una scelta che può dare problemi in caso di imprecisione, come accade al quarto d’ora, quando Handanovic non calibra a dovere l’appoggio a Brozovic e propizia il vantaggio di Ilic, freddo nel concludere col pallonetto vincente. Galvanizzata, la squadra di casa mantiene intatto lo spartito. Punge con l’accoppiata Zaccagni-Lazovic a destra, mentre Barak ha sempre buone idee da falso nove. Anche quando arriva nella metà campo avversaria, l’Inter non è invece brillante come all’esordio con il Genoa. In particolare Calhanoglu fatica a entrare in partita, così come Martinez, la cui intesa con Dzeko è in rodaggio. Ha una buona occasione, l’argentino, la calcia su Montipò e quando arretra per favorire la manovra non riesce a saltare l’uomo o a suggerire per i compagni. La scossa arriva presto nella ripresa. L’astuzia di Dzeko fa la differenza, è sua la sponda di testa su rimessa laterale che manda a segno Martinez quando la contesa è appena ricominciata. Con una miglior condizione, sarebbe la sveglia per l’arrembaggio. Le gambe sembrano invece ancora un po’ "estive". Per l’Inter, come per il Verona, ordinato e coraggioso, non in grado però di mantenere i ritmi del primo tempo. Inzaghi ci prova con l’uomo che ha chiesto a gran voce sul mercato, Correa, arrivato da un giorno. Basta per entrare e risolverla, con un grande stacco di testa su perfetto invito del generoso Darmian e con una rasoiata mancina nel recupero. Alla sosta delle nazionali, l’Inter è a punteggio pieno.