Chrisian Eriksen in barella è vigile e reagisce: è la prima immagine che tranquillizza milioni di tifosi e spettatori davanti alla tv
Chrisian Eriksen in barella è vigile e reagisce: è la prima immagine che tranquillizza milioni di tifosi e spettatori davanti alla tv
di Paolo Franci Al 43’ del primo tempo di Danimarca-Finlandia, quando Christian Eriksen va giù, il mondo si ferma. Quel mondo che, disperatamente, cerca un sentiero verso la normalità dopo 15 mesi di incubo. Infame e crudele il destino: nello stadio di Copenaghen pieno di famiglie, tifosi colorati, cori e gioia che ti fanno pensare come il peggio sia passato, è possibile che succeda una cosa così? Sì, succede, il giorno dopo quel trionfo all’Olimpico con l’Italia più bella e con Euro2020 appena alla terza partita. Il calcio mondiale vive in diretta il dramma di...

di Paolo Franci

Al 43’ del primo tempo di Danimarca-Finlandia, quando Christian Eriksen va giù, il mondo si ferma. Quel mondo che, disperatamente, cerca un sentiero verso la normalità dopo 15 mesi di incubo. Infame e crudele il destino: nello stadio di Copenaghen pieno di famiglie, tifosi colorati, cori e gioia che ti fanno pensare come il peggio sia passato, è possibile che succeda una cosa così? Sì, succede, il giorno dopo quel trionfo all’Olimpico con l’Italia più bella e con Euro2020 appena alla terza partita.

Il calcio mondiale vive in diretta il dramma di Christian Eriksen. Per lunghi minuti si teme il peggio: il giocatore non sembra dare segni di ripresa. L’Europeo in quel momento passa in secondo piano. Si rimane col fiato sospeso, sperando e pregando per Eriksen. Le telecamere indugiano sulla scena, i commentatori sono senza parole.

Il giocatore dell’Inter, 29 anni, è immobile. La tv ruba l’inquietante immagine dei suoi occhi sbarrati. No, non è un infortunio di gioco. Mani nei capelli, gesti di disperazione. Arrivano medico e massaggiatori. Viene chiamata l’ambulanza, poi viene fermata. Il medico pratica il massaggio cardiaco, l’intervento si prolunga nel tempo. I giocatori danesi in lacrime fanno ala al loro compagno, formano un circolo di protezione visiva per salvaguardare Eriksen, un atto di amore e di riguardo. Sotto choc anche i giocatori della Finlandia. Le immagini si spostano sulle tribune e le facce dei tifosi danesi compongono un affresco di dolore misto a speranza. La partita non c’è più. L’Europeo non c’è più. Tutto perde significato mentre la moglie del giocatore arriva a bordo campo, piange, consolata da Kjaer e altri compagni di Eriksen. Se è come sembra, che senso hanno le partite dell’Europeo?

E arriva l’unica decisione possibile, dopo un fitto colloquio tra terna arbitrale e incaricati Uefa: partita sospesa. La barella porta via Eriksen e poi quella foto benedetta che poco dopo fa il giro del mondo che mostra l’interista vigile, con gli occhi aperti e una mano a sorreggere la fronte. Via via, Uefa, dirigenti della Federazione, agente del calciatore, diffondono messaggi sembre più rassicuranti, mentre a Nyon, quartiere generale Uefa, si discute sul da farsi. E per qualcuno l’ipotesi di fermare sicuramente Belgio-Russia e poi l’Europeo, nel caso di epilogo tragico, non è così remota, anzi. Nel frattempo, viene cancellata la conferenza stampa dell’Inghilterra. Nessuno se la sente di parlare, mentre le mani del mondo del pallone si giungono in segno di preghiera. Il diluvio di messaggi via social è incessante, tra sportivi di ogni disciplina, vip, politici, attori.

Nel frattempo, riprende Danimarca-Finlandia: lo ha chiesto Eriksen ai suoi compagni. Per onorare la maglia, il Paese e questo Europeo. Ci avevano raccontato che Euro2020 non sarebbe stato un torneo come tutti gli altri. Ma mai avremmo immaginato fino a questo punto.