Pochi giorni per salvare gli Europei di giugno in Italia. E ora c’è una lettera al premier Draghi per sollecitare un intervento che sblochi lo stallo: l’ha scritta il presidente della Figc, Gabriele Gravina, quando manca poco alla decisione della Uefa sulle sedi della competizione non certe di poter ospitare una percentuale di pubblico. Una...

Pochi giorni per salvare gli Europei di giugno in Italia. E ora c’è una lettera al premier Draghi per sollecitare un intervento che sblochi lo stallo: l’ha scritta il presidente della Figc, Gabriele Gravina, quando manca poco alla decisione della Uefa sulle sedi della competizione non certe di poter ospitare una percentuale di pubblico. Una partita che si giocherà tra due mesi, la gara inaugurale dell’11 giugno, agita infatti i sonni del calcio italiano, chiamato a dare in tempi stretti, già venerdì, una certezza all’Uefa sulla presenza di spettatori all’Olimpico. L’Esecutivo Uefa deciderà tre giorni dopo, lunedì 19 aprile, chi sarà dentro o fuori, quali città si vedranno confermate le partite, garantendo il 25% di tifosi sugli spalti, e quali dovranno passare la mano. Al momento molte città hanno detto sì, Dublino e Bilbao sembrano marciare verso la rinuncia, mentre Roma è sospesa: alla disponibilità mostrata dal Governo fa eco la cautela del Cts. Scelta per ospitare il match inaugurale, Italia-Turchia, altri due incontri degli azzurri e un quarto di finale, Roma potrebbe vederseli sfuggire. Lo sa bene Gravina, che ha chiesto a Draghi "di adoperarsi affinchè l’Uefa possa confermare l’assegnazione dell’evento inaugurale e delle successive gare previste nel nostro Paese".

Lo sa anche il sottosegretario allo Sport, Valentina Vezzali, che si impegna ad "adoperarsi al massimo" per il via libera perché "è un’occasione d’oro, può segnare il rilancio". Servirebbe tempo, che però per Nyon non c’è quasi più. Lo chiarisce bene il coordinatore del Cts, Franco Locatelli: "Sarebbe auspicabile che l’Uefa lasci un po’ più di tempo". Ma entro venerdì le assicurazioni italiane devono giungere all’Uefa, senza deroghe.