1 giu 2016

Vicini: «Ho puntato tutto sui giovani e in finale avremmo vinto»

EREDITATA la nazionale da Bearzot, il ct Azeglio Vicini si trova a ricostruire gli azzurri, e prepararli al Mondiale di Italia ’90. Vicini, come ricorda quell’edizione? Fu un impegno...

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Azeglio Vicini in due immagini dell’epoca. A destra, è in panchina insieme al suo vice Sergio Brighenti e all’attaccante Alessandro Altobelli. Sotto, mentre dirige un allenamento

LORENZO BALETTI

EREDITATA la nazionale da Bearzot, il ct Azeglio Vicini si trova a ricostruire gli azzurri, e prepararli al Mondiale di Italia ’90.

Vicini, come ricorda quell’edizione?

Fu un impegno molto serio e duro. Già superare le qualificazioni era stato difficile: non dimentichiamo che un tempo agli Europei ci andavano solo otto squadre, mica 24 come adesso. La selezione era molto più ferrea, e raggiungere la fase a gironi rappresentava già un piccolo traguardo.

Era il punto di passaggio tra la generazione del Mundial ‘82 e le future notti magiche di Italia ‘90: come ha gestito la situazione?

Non è stato facile, la mia era un’epoca di rivoluzione, di cambiamento, una via di mezzo tra i trionfi di inizio decennio e la nazionale del futuro che avrebbe affrontanto i mondiali in casa con una grande responsabilità. L’Italia arrivava però dalla delusione del Mondiale ‘86 con l’eliminazione agli ottavi, quindi toccava a me la rifondazione.

Quindi si affidò agli azzurrini dell’Under 21 che aveva allenato fino a quel momento. Un rischio?

Per niente. Forse mancavamo un po’ di esperienza, ma eravamo una squadra vivace, veloce, brillante. Giocavamo un buon calcio, eravamo un gruppo affiatato che aveva già ottenuto ottimi risultati anche a livello giovanile. Quasi una grande famiglia, pronta ad affrontare il grande salto. Infatti siamo usciti solo in semifinale.

Appunto. Quella Russia era troppo forte?

Non credo fosse così forte. Era una buona squadra, certo, ma in quella partita siamo stati fregati da un giorno di pioggia abbondante che ha favorito il loro gioco. Un pizzico di sfortuna, diciamo, perchè sul piano tecnico eravamo superiori.

E invece dell’Olanda campione che ricordi ha?

Cosa dire, aveva grandissimi campioni come Van Basten, Gullit. Una bellissima squadra, una delle migliori di sempre. Anche se, a essere sinceri, se l’avessimo incontrata noi in finale, avremmo potuto tranquillamente vincere.

Passando a Euro 2016: Conte che ha già annunciato il ritiro che effetti potrà avere sulla nazionale?

Beh, lasciare il ruolo di ct in un momento così delicato, a poche settimane dall’inizio di un Europeo, non è stata una scelta felicissima. Quantomeno ha mancato di tempismo. Ma sono sicuro che l’Italia, e il suo allenatore, daranno il massimo in Francia.

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