Giuseppe Tassi

Caro stadio e inflazione. Parole che vanno a braccetto, che fanno tanto anni Settanta, quando la crisi petrolifera trascinò come un vento impetuoso la spirale dei rincari. L’inflazione italiana è pari all’1,2 per cento dice l’Istat, mentre la capienza degli stadi del dopo Covid si ferma al 75 per cento. La combinazione di questi due fattori determina il caro-biglietti negli impianti italiani. Una risalita dei prezzi così prepotente da spingere Valentina Vezzali, sottosegretario allo sport, a proporre un calmiere per consentire al grande popolo del tifo di riempire di nuovo le curve.