Mattia Binotto, 51 anni, è team principal delle Rosse dal gennaio 2019. In quella stagione alla Ferrari fu contestata dalle altre scuderie la regolarità della power unit
Mattia Binotto, 51 anni, è team principal delle Rosse dal gennaio 2019. In quella stagione alla Ferrari fu contestata dalle altre scuderie la regolarità della power unit
di Leo Turrini Non è il solito venerdì. E non solo perché oggi alle 18 (diretta Sky) ci sono già le qualifiche, valide per determinare la griglia di partenza della Sprint Race di domani pomeriggio. C’è di più. A rendere diversa la vigilia del Gran Premio d’Italia è la severità con la quale Mattia Binotto, il capo della Ferrari, ha commentato i sospetti sul motore Mercedes. Accusata dalla Red Bull di immettere nelle camere di scoppio del turbo aria più fredda di quanto consentito dal...

di Leo Turrini

Non è il solito venerdì. E non solo perché oggi alle 18 (diretta Sky) ci sono già le qualifiche, valide per determinare la griglia di partenza della Sprint Race di domani pomeriggio.

C’è di più. A rendere diversa la vigilia del Gran Premio d’Italia è la severità con la quale Mattia Binotto, il capo della Ferrari, ha commentato i sospetti sul motore Mercedes. Accusata dalla Red Bull di immettere nelle camere di scoppio del turbo aria più fredda di quanto consentito dal regolamento.

Sulla spinosa questione, che potrebbe decidere il gran duello tra Hamilton e Verstappen, curiosamente la federazione internazionale ancora non si è espressa.

"Nei nostri confronti nel 2019 per le vicende della power unit venne tenuto un atteggiamento diverso – ha detto Binotto, forse ringalluzzito dall’aria di casa – Fummo contestati dai nostri concorrenti e massacrati mediaticamente. Noi non facciamo così, non avanziamo reclami ma ci aspettiamo chiarezza".

Nonché equità di trattamento, viene voglia di aggiungere.

La sfida. Insomma, l’atmosfera è questa. Bella tosta. Con i Duellanti che non si guardano in cagnesco solo perché ci sono le apparenze da salvare. Il clima è tesissimo.

L’Olandese Volante, reduce da una gita promozionale in Sicilia, ha fatto in bicicletta un giro del circuito e poi ha accennato a ipotesi e strategie: "Monza mi piace, anche se non siamo i favoriti su questa pista. Però abbiamo studiato al computer, saremo pronti per la battaglia".

Quanto ad Hamilton, ha il consueto approccio. Il campione in carica sa di essere il favorito, ma tiene il profilo basso: "Possiamo battere la Red Bull ma non sarà semplice". Lewis è anche sicuro che il maggiordomo Bottas, appena silurato per il 2022, farà la sua parte: "È un amico ed è un campione, mi fido di lui".

E Leclerc. Ma Monza è Monza, che ci volete fare. Cioè Monza significa Ferrari e non importa che di gente sugli spalti ne sia prevista poca.

"I tifosi anche in albergo non smettono di incoraggiarmi – ha detto Leclerc – Il loro entusiasmo è uno stimolo in più. Darò il massimo, magari le cose andranno meglio nella Sprint Race che nel Gran Premio…".

Anche Sainz sente l’atmosfera: "Per me è la prima volta a Monza da ferrarista, grande emozione, peccato solo non poter promettere la vittoria".

Vettel out? Ultima cosa. Gira voce che a fine stagione Seb Vettel possa staccare la spina dopo 15 stagioni in Formula Uno e quattro titoli mondiali. In tal caso in Aston Martin lo sostituirebbe De Vries, olandese campione di Formula E.