Juan Cuadrado, 33 anni, ha deciso. la gara dopo essere entrato solo al. 78’ per riposare dopo tanti impegni
Juan Cuadrado, 33 anni, ha deciso. la gara dopo essere entrato solo al. 78’ per riposare dopo tanti impegni
di Paolo Grilli Il preallarme portava la firma dello stesso Allegri: l’aver vinto con lo Zenit in Champions non rendeva i bianconeri dei fenomeni. Ovvio: ma basta avere dei semplici campioni come Cuadrado, magari tenuti a lungo in panchina, per portare a casa in extremis una partita di rara difficoltà. Riecco l’1-0 di marca bianconera, ma assai diverso dai quattro della grande illusione che aveva preceduto la doppia caduta in campionato. Contro la Fiorentina la Signora ha battagliato mettendoci tutta l’intensità del caso ma rimanendo a lungo innocua....

di Paolo Grilli

Il preallarme portava la firma dello stesso Allegri: l’aver vinto con lo Zenit in Champions non rendeva i bianconeri dei fenomeni. Ovvio: ma basta avere dei semplici campioni come Cuadrado, magari tenuti a lungo in panchina, per portare a casa in extremis una partita di rara difficoltà.

Riecco l’1-0 di marca bianconera, ma assai diverso dai quattro della grande illusione che aveva preceduto la doppia caduta in campionato. Contro la Fiorentina la Signora ha battagliato mettendoci tutta l’intensità del caso ma rimanendo a lungo innocua. Fatta eccezione per il gol al 91’ del colombiano e per la traversa terrificante dell’altro ex, Chiesa, non sono arrivate altre vere occasioni in tutta la partita. Lo score riporta un solo tiro nella porta della Viola, a riprova di tutte le difficoltà in attacco di una corazzata ancora in rodaggio.

E Morata è parte del problema, con la settima gara a secco in campionato. Non basta certo il gol annullato in fuorigioco (netto), così come la rete messa a segno in coppa, per certificare la reale utilità di Alvaro in questa squadra, al netto dei chilometri di corsa scatenata che garantisce a ogni gara. Manca il link con i compagni e quello con la porta.

I tre punti di ieri restano di vitale importanza per Dybala & C., ora risintonizzati sulle giuste frequenze dopo le due cadute contro Sassuolo e Verona. Solo nella ripresa, complice il rosso a Milenkovic, la Signora ha preso le redini del gioco dando davvero l’impressione di poter colpire. Non sarebbe stato degradante, anzi, anche un pari contro una Fiorentina di gran livello. Ma con i troppi passi falsi registrati sin qui, solo la vittoria sarebbe stata accettabile per pacificare anche solo parzialmente l’ambiente.

Allegri, prima della bufera, aveva invitato tutti a fare un primo bilancio della stagione in occasione della sosta. Ed eccolo qui. Nonostante la vittoria di ieri, la Juve, ottava, ha fatto segnare il peggiore avvio dopo 12 giornate nell’era dei tre punti, eguagliando il record negativo del 1998-1999 e del 2015-2016. Il bottino di 1,5 punti a partita di media è ben lontano da quello che garantirebbe in proiezione la zona Europa; i 16 gol fatti sono un altro primato negativo.

Numeri che raccontano di una stagione se non compromessa – la maggior parte degli addetti ai lavori indicava la Juve quale favorita per il titolo, una valutazione che ora suona incomprensibile – almeno parecchio storta.

Ma c’è pure la possibilità di vedere il bicchiere mezzo pieno. Lo spauracchio Vlahovic è stato annullato da un De Ligt superlativo, leader di difesa con Bonucci e Chiellini out; e poi c’è la consapevolezza che ciascuno può risolvere con un guizzo ogni gara. Cuadrado era stanco, per questo era stato fatto riposare. Ma poi è servito a riportare il sorriso, almeno fino al prossimo esame.