Giuseppe Tassi

Conte e Gasperini hanno poco in comune. Ma oggi sono l’orgoglio del calcio italiano in Europa. Due bandiere di speranza da sventolare contro corrente.

L’Inter che guadagna la semifinale di Europa League sembra aver risolto la difficile equazione fra intensità fisica ed equilibrio tattico. Dentro il piccolo miracolo c’e sopratutto un uomo, il cagliaritano Barella, ventitre anni di talento e di dura scorza isolana. Non solo ha acceso l’Inter, segnando il primo gol al Bayer Leverkusen ma ha garantito al centrocampo la continuità di corsa e l’ispirazione che troppo spesso erano mancate.

Una riscoperta preziosa per Conte e pure per Mancini, che su Barella ha investito tanto anche in chiave azzurra. Con le sue qualità di corsa e temperamento, con la tempestività negli inserimenti in attacco, il sardo si propone come futuro uomo-squadra per l’Inter che vuole scalare l’Europa.

Anche Gasperini, privo di Ilicic (tre volte in gol negli ottavi di Champions) sogna di trovare l’amuleto che può rovesciare i valori in campo. Il potenziale tecnico del Psg é spaventoso, anche se il fenomeno Mbappè sarà costretto a cominciare la gara in panchina.

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