di Mattia Grandi Per Pierluigi Martini il Gran Premio di Formula 1 ad Imola continua ad essere, semplicemente, la gara di casa. Sangue romagnolo nelle vene e residenza a due passi dalla mitica curva Rivazza per l’ex pilota protagonista di oltre un decennio, dalla metà degli anni ’80 a quella dei ’90, nella specialità. Il lungo sodalizio con la Minardi, la gioia di un quarto e sesto posto in riva al Santerno nel biennio 1991-1992 ed il dolore per la prematura scomparsa dell’amico Ayrton Senna. Martini, aprile e Formula 1. E’ una vigilia da amarcord per Imola. "Il periodo è proprio quello dei tempi d’oro. Chiudo gli occhi e rivedo la Tosa e la Rivazza stracolme di gente. Aprile era davvero il mese della Formula 1 ad Imola". La pandemia, però, non allenta la morsa. Spalti ancora deserti. "Si perde...

di Mattia Grandi

Per Pierluigi Martini il Gran Premio di Formula 1 ad Imola continua ad essere, semplicemente, la gara di casa. Sangue romagnolo nelle vene e residenza a due passi dalla mitica curva Rivazza per l’ex pilota protagonista di oltre un decennio, dalla metà degli anni ’80 a quella dei ’90, nella specialità. Il lungo sodalizio con la Minardi, la gioia di un quarto e sesto posto in riva al Santerno nel biennio 1991-1992 ed il dolore per la prematura scomparsa dell’amico Ayrton Senna.

Martini, aprile e Formula 1. E’ una vigilia da amarcord per Imola.

"Il periodo è proprio quello dei tempi d’oro. Chiudo gli occhi e rivedo la Tosa e la Rivazza stracolme di gente. Aprile era davvero il mese della Formula 1 ad Imola".

La pandemia, però, non allenta la morsa. Spalti ancora deserti.

"Si perde una componente basilare dello spettacolo. L’autodromo Ferrari dovrà farsi trovare pronto ed efficiente ancora una volta per cullare la speranza di ritrovarsi tra un anno in ben altro scenario".

La continuità dell’appuntamento è sinonimo di opportunità per il territorio.

"Un volano che fa rosicare tanti ristoratori e imprenditori locali. Vedono passare il boccone sotto il naso senza la reale possibilità di gustarlo. Il periodo è delicato, gli auspici sono riposti nel futuro dell’evento a queste latitudini".

La pista imolese è nel cuore dei piloti. Ci svela il motivo?

"Un tracciato originale, autentico. Curve sempre diverse che non danno riferimenti costanti al pilota. Si lavora sui cordoli e con continue frenate in salita ed in discesa. Un circuito bello perché vario, tecnico e completo".

Da ex pilota della specialità, il punto più difficile da affrontare dentro all’abitacolo della monoposto?

"Il vecchio Tamburello con asfalto bagnato era da panico. Poi la curva della Piratella, la discesa della Rivazza e l’ingresso della veloce variante bassa prima del rettilineo. Nella conformazione attuale, invece, dico la prima variante dopo il rettifilo perché ha una traiettoria poco lineare. In pratica si frena con la vettura storta".

Quello che le ha dato più soddisfazione?

"Il tentativo di staccare per ultimo alla Tosa".

In quale settore del circuito guarderebbe il Gran Premio?

"Alla Rivazza".

Sulle rive del Santerno per lei gioie e dolori.

"Un quarto e sesto posto in Formula 1. Tanti successi e podi nelle altre categorie alle quali ho preso parte. Un brutto incidente con frattura alla gamba nel 1990 e l’immensa tragedia della morte del mio amico Senna".

Lei ha aperto le porte della sua abitazione imolese al campione brasiliano.

"Durante il week end agonistico in città arrivava a casa mia non prima delle undici di sera. Fino a quell’ora lavorava incessantemente nei box. Al mattino seguente partivamo con due auto diverse, una dietro all’altra. Un breve tragitto per raggiungere l’entrata del circuito. Ricordi indelebili".

Il suo format ideale per l’autodromo di Imola?

"Quello che unisce storia e tradizione ai giovani, in ambito due e quattro ruote motorizzate. Proprio come avveniva un tempo, eventi motoristici accessibili a tutti e non solo per pochi eletti. Occorre ricompattare la mentalità di un possibile protagonismo collettivo per favorire anche gli indotti".

La gara di apertura della Formula 1 in Bahrain. Mercedes e Red Bull mai così vicine.

"Era soltanto il primo round. Dal venerdì alla domenica ho visto una Mercedes in costante progressione che crescerà ancora. La Red Bull ha un gran motore e un Verstappen straordinario. Sarà un mondiale più equilibrato rispetto al 2020".

La Ferrari ha un binomio di piloti giovani.

"Coppia ben bilanciata. Sainz mi piace molto".

Il ritorno di Alonso.

"Mai dare per bolliti i campioni. Con queste vetture si può essere competitivi fino a 45 anni. Io però ho una predilezione per Raikkonen, pilota autentico, un personaggio".

Il giovane che l’ha impressionata?

"Tsunoda dell’Alpha Tauri. L’avevo intuito già durante i test pre-campionato a Imola. Guida bene, è maturo, veloce e costante".

Concludiamo con un gioco. Il suo podio imolese?

"Verstappen, Hamilton e Leclerc".