di Mattia Todisco Due assenze per squalifica all’andata e altrettante al ritorno. L’accesso alla finale di Coppa Italia passa, per l’Inter, dal dover superare una serie di ostacoli dovuti alle decisioni del giudice sportivo. Sulla carta, le pedine mancanti nella prima sfida contro la Juventus erano più pesanti: Hakimi e Lukaku, numeri alla mano, incidono in maniera differente da Vidal e Sanchez. A Firenze si è vista una versione deluxe dell’esterno prelevato dal Real Madrid, meno ha brillato il belga, che al di là della recente doppietta con il Benevento sta faticando un po’ ad essere...

di Mattia Todisco

Due assenze per squalifica all’andata e altrettante al ritorno. L’accesso alla finale di Coppa Italia passa, per l’Inter, dal dover superare una serie di ostacoli dovuti alle decisioni del giudice sportivo. Sulla carta, le pedine mancanti nella prima sfida contro la Juventus erano più pesanti: Hakimi e Lukaku, numeri alla mano, incidono in maniera differente da Vidal e Sanchez.

A Firenze si è vista una versione deluxe dell’esterno prelevato dal Real Madrid, meno ha brillato il belga, che al di là della recente doppietta con il Benevento sta faticando un po’ ad essere un fattore dominante in campionato.

Meglio è andata in Coppa Italia: in una gara e mezza tra Fiorentina e Milan ha segnato due gol, il primo decisivo per accedere ai quarti di finale. Anche senza centrare il bersaglio, nel suo ultimo confronto con la Juventus (2-0 in campionato) Lukaku ha fatto la differenza. Ha portato a spasso la difesa a colpi di spallate, aprendo spazi, creando occasioni per il compagno di reparto Martinez poi non tramutate in rete. Dovesse riuscire a infrangere il tabù che non lo vede mai a segno con i bianconeri (così è successo nelle prime quattro partite) sarebbe più semplice pensare di poter centrare l’impresa. Un traguardo che avrebbe valore storico: i precedenti dicono che i nerazzurri hanno trionfato in casa bianconera cinque volte negli ultimi trent’anni.

Di Lukaku si è parlato molto tra i tifosi in queste settimane. Per il caso dello scontro con Ibrahimovic, a causa del quale sarà ascoltato dalla Procura Federale, per l’assenza contro la Juventus risultata molto pesante ai termini del risultato di martedì scorso e per le voci societarie riguardanti la possibile vendita del club. Nella piazza aleggia una forte preoccupazione dovuta alle difficoltà di Suning a provvedere agli obblighi contrattuali con il gruppo squadra, ma anche alle intenzioni (impossibili da conoscere) di chi eventualmente subentrerà alla proprietà cinese. Al momento c’è una sola trattativa aperta, quella con Bc Partners.

La settimana appena cominciata potrebbe risultare determinante anche in questo senso: l’offerta del fondo è sul tavolo del CdA di Suning, si aspetta una risposta per capire se ci sono margini per proseguire in ulteriori contrattazioni oppure se si passerà agli altri attori interessati al dossier di Goldman Sachs sull’Inter. Eqt, Mubadala, Fortress, Ares, sono tutte realtà accostate ai nerazzurri. Dovranno eventualmente passare attraverso una due diligence e una conseguente offerta.

Ci vorrebbero settimane, mesi, che il club ha in disponibilità limitata prima di andare a scontrarsi con una scadenza fondamentale. Entro il 31 marzo bisognerà chiudere tutte le pendenze passate, stipendi e cartellini. Possibile pena, l’esclusione dalle coppe europee, a meno di un accordo con l’Uefa. Quanto gli organi continentali saranno di manica larga sui temi economici, nell’era del calcio-Covid, sarà forse proprio l’Inter a sperimentarlo sulla propria pelle.