di Paolo Franci Nessuno aveva vinto a Roma contro la Lazio in campionato. Nessuno. Ci è riuscito un MIlan bello, robusto e spietato, capace di dominare la notte dell’Olimpico che all’improvviso s’è fatta catapulta verso l’Europa per Pioli e baratro nella corsa al titolo per Inzaghi. Il Milan ha strameritato di vincerla e ora affila scarpini e idee per i prossimi incroci d’elite: Juventus a Milano e poi si va a Napoli. Con Ibra, che ieri ha fatto l’Ibra più di...

di Paolo Franci

Nessuno aveva vinto a Roma contro la Lazio in campionato. Nessuno. Ci è riuscito un MIlan bello, robusto e spietato, capace di dominare la notte dell’Olimpico che all’improvviso s’è fatta catapulta verso l’Europa per Pioli e baratro nella corsa al titolo per Inzaghi. Il Milan ha strameritato di vincerla e ora affila scarpini e idee per i prossimi incroci d’elite: Juventus a Milano e poi si va a Napoli. Con Ibra, che ieri ha fatto l’Ibra più di quanto ci si aspettasse e vediamo come sta Calhanoglu, sempre più leader della nouvelle vague rossonera. La Lazio ha pagato assenze, tante – Immobile, Lulic, Caicedo, Luis Felipe e Marusic – la stanchezza e una panchina troppo corta per questo calcio che pare una serie di tv di quelle da vivere tutta d’un fiato.

Al Milan serve una conferma robusta e definitiva di quel che s’è visto dalla ripartenza della Serie A. E cioè, che tra i colori di vittorie pesanti – Lecce e Roma – e quelli di un pareggio stentato ma ingannevole, perchè la squadra ha giocato mica male, ci sia la certificazione definitiva dell’impennata verso la piazza che vale la Coppa più piccola, l’Europa League. E se il Milan deve provare a farla sua, figuriamoci la Lazio che guarda la Juve sette punti più in là.

Si capisce, da subito, che sarà la partita di chi c’è e chi non c’è. Perchè senza Immobile e Caicedo la Lazio è un bolide senza alettone. Dall’altra parte, invece, con Zlatan in campo l’aerodinamica del Milan è stabile e pericolosa. E non è il caso di soffermarsi sulle giocate, pur preziose e decisive del Re - il duetto con Calahnoglu-gol e il rigore trasformato – quanto su quel che non fa, risultando egualmente efficace. Perchè Ibra in campo è benzina per la testa e i muscoli della squadra di Pioli e certo non può essere un caso che il Milan giochi un primo tempo perfetto costruito su palla a terra, possesso, squadra corta, palleggio e menzione speciale per un Saelemaekers da spellarsi le mani. E la Lazio? Arranca, è smarrita senza le vie verticali preda di Immobile o le sponde di Caicedo. Si val riposo, rientro e c’è Rebic perZlatana: nulla di grave, cambio programmato. La Lazio va d’assalto confuso e infelice lasciando tanto, troppo spazio al Milan che lo sfiora più volte e poi lo fa con Rebic. Per lui nono gol in campionato e una notte di festa dal sapor di coppe europee.