Giuseppe Tassi

All’improvviso diventa San Pirlo. Dopo le due Coppe, ecco la qualificazione in Champions con una goleada d’autore a Bologna. La Juve resta nell’Europa dei grandi senza bisogno di SuperLega e il Maestro si apre la strada di una clamorosa riconferma dopo una stagione da brivido: un alone di miracolo bianconero in coda a un campionato da dimenticare.

Ma la Signora degli scudetti deve dire grazie soprattutto a un certo Faraoni, centrocampista del Verona, che con la sua stoccata maligna frantuma i sogni di Champions del Napoli. Certo in questo tumultuoso finale di stagione la Juve ci mette del suo. E il festival del gol che va in scena a Bologna rivela le potenzialita’ di un attacco che può fare a meno di Ronaldo senza battere ciglio. Chiesa, Morata, Dybala e Rabiot, liberi di fluire per il campo senza precise consegne tattiche, inventano calcio in liberta’, complice un Bologna davvero troppo morbido e arrendevole.

Se Pirlo è in odore di repentina santità, il maratoneta Pioli raccoglie il frutto di una grande stagione rossonera che ha visto il Diavolo in testa per ben 21 giornate. Il pass per la Champions arriva solo su rigore con l’inesorabile Kessie che piega l’Atalanta. Dopo otto anni il Milan torna nell’Europa dei grandi con pieno merito e la certezza di un lavoro tecnico di alta qualità.