Andrea Dovizioso, 35 anni, ospite ieri della Facoltà di Ingegneria dell’Università di Bologna
Andrea Dovizioso, 35 anni, ospite ieri della Facoltà di Ingegneria dell’Università di Bologna
di Mattia Grandi "Nell’anima dei piloti comandano sempre cuore e passione. Sarà Valentino a decidere quando smettere". Parole e musica di Andrea Dovizioso, che ieri mattina è salito in cattedra alla facoltà di ingegneria dell’Università di Bologna per una speciale lezione in presenza e online sull’aerodinamica. Una bella agonia per il Dottore... "E’ l’unico pilota che ha la possibilità di correre anche senza giocarsi il titolo mondiale. Una condizione che si è guadagnato sul campo. Non è bello, però, vederlo lontano da certe posizioni". I suoi risultati quest’anno sono diversi dal passato. "Li analizzerà e...

di Mattia Grandi

"Nell’anima dei piloti comandano sempre cuore e passione. Sarà Valentino a decidere quando smettere". Parole e musica di Andrea Dovizioso, che ieri mattina è salito in cattedra alla facoltà di ingegneria dell’Università di Bologna per una speciale lezione in presenza e online sull’aerodinamica.

Una bella agonia per il Dottore...

"E’ l’unico pilota che ha la possibilità di correre anche senza giocarsi il titolo mondiale. Una condizione che si è guadagnato sul campo. Non è bello, però, vederlo lontano da certe posizioni".

I suoi risultati quest’anno sono diversi dal passato.

"Li analizzerà e ragionerà di conseguenza. La fine di una carriera agonistica è soltanto l’inevitabile chiusura di un ciclo. L’affronterà quando vorrà lui, ma un ritiro non è per forza una cosa brutta".

La caduta degli dei trascina agli inferi anche Marquez.

"Visto da fuori sembra lontano dalla forma fisica ideale. Un bel problema per un pilota che colma le lacune della sua moto con l’approccio fisico. La Honda poi, negli ultimi due anni, non è progredita come altre case".

Quattro podi in sette gare per la pattuglia tricolore nella specialità. Il peggior avvio di stagione dal 2014. Ha mica voglia di tornare a dare una mano?

"Non ho ancora deciso cosa farò in futuro. Ora vivo alla giornata, mi nutro di passioni e faccio quello che mi va di fare come il motocross".

Sui colleghi italiani?

"Il campionato è ancora lungo ed apertissimo. Non ha vinto gare però Bagnaia è lì con le sue chances iridate".

La vedo in forma smagliante... "Non mi sono mai allenato così tanto nella mia carriera come in questo periodo. Il cross ti obbliga a stare in moto parecchio tempo ed i miei test fisici, nonostante l’età, sono davvero buoni".

Il suo segno più di questa prima porzione di MotoGP?

"Quartararo ha fatto quel piccolo salto in avanti utile per puntare al titolo. Sembra maturato, più continuo, nella gestione delle sue evidenti qualità".

Quello meno?

"Sorpreso nel vedere i due piloti della Suzuki così lontani dal vertice. Mir è un campione, lo considero ancora in lotta per il successo finale, ma da lui mi aspettavo qualcosa di più".

Zarco, motorizzato Ducati, viaggia ad alta quota in graduatoria.

"E’ sempre stato un pilota veloce e l’ha dimostrato con la Yamaha. Lo scorso anno lo vedevo in pista e nei dati, ha caratteristiche molto particolari ma è talentuoso. Non conosco il lavoro sviluppato in inverno dalla Ducati però stanno facendo bene".

Il 23 e 24 giugno lei sarà in sella all’Aprilia RS-GP per un’altra sessione di test a Misano.

"L’esperienza ad oggi è stata limitata dall’approccio iniziale e dal maltempo. La moto va portata al limite in tutte le fasi della curva per poterci entrare davvero dentro. Mi sono fatto la mia idea ed ho dato alcuni feedback ma per le informazioni precise occorrerà spingere in un certo modo".

Pedro Acosta in Moto3 è il nuovo astro nascente del lotto?

"E’ straforte, bellissimo vederlo correre. Ha un feeling straordinario con la parte anteriore della moto in frenata. Un elemento che gli dà competitività a fine gara e nella bagarre in mezzo al gruppo. Chapeau".