Come dice il ct: "Ci sono le quattro squadre più forti d’Europa in questo momento". E ha ragione Mancini. A noi tocca la Spagna il 6 ottobre a San Siro. E il giorno dopo si gioca Belgio-Francia a Torino, non una rivalità banale tra i due Paesi ma, soprattutto, la prima del ranking mondiale, i belgi, contro i campioni del mondo in carica. Ok, il tutto arriverà dopo l’Europeo per queste...

Come dice il ct: "Ci sono le quattro squadre più forti d’Europa in questo momento". E ha ragione Mancini. A noi tocca la Spagna il 6 ottobre a San Siro. E il giorno dopo si gioca Belgio-Francia a Torino, non una rivalità banale tra i due Paesi ma, soprattutto, la prima del ranking mondiale, i belgi, contro i campioni del mondo in carica. Ok, il tutto arriverà dopo l’Europeo per queste finali di Nations League sulle quali il ct, scherzando ma non troppo con chi gli ricorda che fin qui ha centrato tutti gli obiettivi, la buttà lì "In queste final four ci sono le migliori ma...vinciamo noi!". Con la Spagna sarà una sfida tostissima sulle montagne russe dei precedenti. Furono gli spagnoli a mettere sotto l’esausta Italia di Prandelli all’Europeo 2012. Poi sempre loro fecero da trampolino alla squadra di Conte nel 2016 e due anni dopo da ‘carnefici’ dell’Italia di Ventura, che da quello 0-3 di Madrid implose senza mai più riprendersi. L’ambizione per chi non ha mai smesso di avere fame, è però quella di guardare il mondo dal gradino più alto: "E’ troppo tempo che non siamo al primo o secondo posto del ranking mondiale - dice il Mancio - e dico che è arrivata l’ora di tornarci". E se Francia e Belgio sono le squadre più quotate per questa Final Four è anche vero che l’Italia adesso è temuta e il ct ricorda con orgoglio come l’Olanda ad esempio, che gioca calcio totale e offensivo sin dagli anni ‘70, sia scesa in campo a Bergamo "chiusa in difesa e facendo contropiede". Eppoi, quale futuro per Mancini? Alle notizie sulle presunte pretese di aumento ingaggio circolate nei giorni scorsi, Mancini risponde usando l’arte della battuta a chi gli ricorda che non aver vinto una Champions è il suo grande cruccio da giocatore: "Se la scambierei con una vittoria della Nazionale? Non ci penserei due volte nel farlo con la vittoria all’Europe o al Mondiale...". Giusto per dire quanto Mancini continui ad essere un tutt’uno con il colore azzurro.

Paolo Franci