di Paolo Franci E sono due. Per la seconda volta il governo australiano ha revocato il visto d’ingresso di Nole Djokovic. Stavolta per "ragioni di salute e ordine pubblico". Perché? Semplice: Nole non è vaccinato, cosa nota sin dal suo arrivo in Australia. Solo che ora il ministro per l’Immigrazione Alex Hawke si è accorto che "era nell’interesse dei cittadini farlo". La prassi vorrebbe l’espulsione immediata, ma la task force legale di Djokovic ha presentato al giudice Anthony Kelly, lo stesso che aveva decretato la sospensione dell’espulsione, il ricorso avverso la decisione del governo....

di Paolo Franci

E sono due. Per la seconda volta il governo australiano ha revocato il visto d’ingresso di Nole Djokovic. Stavolta per "ragioni di salute e ordine pubblico". Perché? Semplice: Nole non è vaccinato, cosa nota sin dal suo arrivo in Australia. Solo che ora il ministro per l’Immigrazione Alex Hawke si è accorto che "era nell’interesse dei cittadini farlo". La prassi vorrebbe l’espulsione immediata, ma la task force legale di Djokovic ha presentato al giudice Anthony Kelly, lo stesso che aveva decretato la sospensione dell’espulsione, il ricorso avverso la decisione del governo. Kelly passa per essere un duro che, però, ponendosi in rigida posizione super partes, aveva bacchettato le istituzioni australiane, dopo aver ripercorso passo dopo passo tutto quanto fatto da Djokovic per entrare nel Paese. S’era chiesto, Kelly, rivolgendosi ai rappresentanti del governo: "Cos’altro avrebbe potuto fare quest’uomo?".

Non sarà però Kelly, giudice ’locale’, ad occuparsi del caso, che passa alle toghe della Corte federale. Alle 8 di sabato in Australia (da noi le 22 di ieri) Djokovic è comparso davanti ai funzionari dell’ufficio immigrazione che gli hanno notificato il ritiro del visto. Da quel momento Nole è in stato di fermo per la seconda volta. Due ore dopo circa, alle 10,15 di sabato in Australia (da noi mezzanotte e un quarto di ieri) Nole è comparso davanti al giudice delle udienze preliminari. Da quel momento gli avvocati hanno tempo fino a domattina alle 9 (per noi le 23 di questa sera) per affilare la linea di difesa prima di comparire davanti alle toghe federali. E nel frattempo? ‘The Djoker’ è detenuto al Park Hotel, la struttura recettiva nella quale vengono accolti rifugiati e coloro che richiedono asilo politico.

Gli avvocati di Nole – in tabellone al primo turno contro il connazionale Kecmanovic – corrono contro il tempo e durante l’udienza davanti al giudice Kelly hanno definito il provvedimento del ministro Hawke "totalmente irrazionale". Quest’ultimo ha motivato la sua decisione ai sensi dell’articolo 133 della legge sulla migrazione (in violazione del quale Nole rischia tre anni di divieto d’ingresso nel Paese ndr): "Ho annullato il visto per motivi di salute ritenendo che fosse nell’interesse del popolo". Allineato il premier Morrison: "il nostro popolo ha sacrificato tanto durante questa pandemia, e ora si aspetta che questi sacrifici vengano protetti". Nel frattempo, Nole resta il preferito dei bookmakers, Sisal Matchpoint lo dà vincente a 2,50,

L’Australia ha osservato quasi otto mesi di lockdown severo, una politica che era sembrata risolutiva nel contenere il virus della prima ondata di Covid-19. Poi, con la variante Delta, le difese del governo austrialiano sono collassate, con casi limite come quello dei 1.400 positivi ai quali era stata comunicata, invece, negatività, errore che aveva dato vita a un superfocolaio a Sydney. Da qui il sospetto dei ’Nolisti’ che il governo stia sfruttando Djokovic per fini politici e di consenso.