Game over. L’avventura del ct della nazionale italiana, Romeo Sacchetti, sulla panchina della Fortitudo Bologna si è chiusa anzitempo. Fatale a Meo, che era già stato a Bologna come giocatore nella seconda metà degli anni Settanta, come punto di forza del Gira (la terza squadra di BasketCity) la sconfitta di...

Game over. L’avventura del ct della nazionale italiana, Romeo Sacchetti, sulla panchina della Fortitudo Bologna si è chiusa anzitempo. Fatale a Meo, che era già stato a Bologna come giocatore nella seconda metà degli anni Settanta, come punto di forza del Gira (la terza squadra di BasketCity) la sconfitta di sabato a Brescia con una difesa che ha lasciato molto a desiderare (99 i punti al passivo).

Sacchetti, 67 anni, in estate era uscito da Cremona, con cui aveva vinto una Coppa Italia e che sembrava destinata a una chiusura anticipata dell’attività, era arrivato in corsa alla Fortitudo, con un accordo biennale e con la fama di allenatore capace di esaltare le squadre che, almeno sulla carta, non godono dei favori del pronostico. La Fortitudo, in realtà, pareva vicinissima al ritorno in panchina di Jasmin Repesa, poi il tira e molla con il croato fornì l’assist per il cambio di rotta.

Qualche problema era già emerso a settembre, in Supercoppa. Poi, in campionato, un cammino da retrocessione (Fortitudo ultima) con una vittoria e otto sconfitte. E anche l’idea di una squadra che, ormai, non seguisse più i dettami del ct. Che continuerà a guidare gli azzurri (in estate ci sarà una chance per il preolimpico), ma ferma anzitempo la sua attività con i club. Panchina per il momento affidata al vice Stefano Comuzzo, ma si fa largo la candidatura di Luca Dalmonte.

Se Atene piange, Sparta non ride. Cade la Virtus Bologna in casa contro Sassari. E salta pure l’atteso debutto (o meglio ritorno, 17 anni dopo) dell’ex Nba Marco Belinelli, che resta a guardare i compagni per 40 minuti.