Il Covid-19 mette di nuovo paura al mondo del tennis, che cerca con cautela di rimettersi in carreggiata in vista della ripresa dei grandi tornei ad agosto. Alla vigilia dell‘apertura degli Assoluti d‘Italia, a Todi (Perugia) - evento che non si svolgeva dal 2004 e che è già stato battezzato il "torneo della ripartenza", oltretutto aperto al pubblico -, arriva una doccia fredda dall‘Adria Tour, il torneo regionale benefico organizzato da Novak Djokovic, la cui finale a Zara (Croazia) è stata annullata ieri sera dopo che il bulgaro Grigor Dimitrov ha annunciato...

Il Covid-19 mette di nuovo paura al mondo del tennis, che cerca con cautela di rimettersi in carreggiata in vista della ripresa dei grandi tornei ad agosto. Alla vigilia dell‘apertura degli Assoluti d‘Italia, a Todi (Perugia) - evento che non si svolgeva dal 2004 e che è già stato battezzato il "torneo della ripartenza", oltretutto aperto al pubblico -, arriva una doccia fredda dall‘Adria Tour, il torneo regionale benefico organizzato da Novak Djokovic, la cui finale a Zara (Croazia) è stata annullata ieri sera dopo che il bulgaro Grigor Dimitrov ha annunciato di essere risultato positivo al virus. Dimitrov aveva partecipato alla prima tappa del torneo una settimana fa a Belgrado e oggi anche via social ha fatto sapere quanto gli è successo.

"Sono positivo al Covid-19 - ha scritto il bulgaro -. Voglio assicurarmi che chiunque sia stato in contatto con me in questi giorni sia sottoposto a test e adotti le precauzioni necessarie. Mi dispiace così tanto per qualsiasi danno che avrei potuto causare. Sono tornato a casa ora e mi sto riprendendo". Immediata la reazione degli organizzatori del torneo balcanico. Goran Ivanisevic, direttore del torneo di Zara, ha deciso di annullare la finale che avrebbe messo di fronte lo stesso Djokovic e il russo Abdrej Rubljov.

"Abbiamo saputo che Dimitrov è positivo al coronavirus, dobbiamo annullare la finale per la sicurezza di tutti voi, dei tennisti e di tutti gli altri", ha detto il direttore del torneo di Zara, Goran Ivanisevic, citato dai media serbi. Un brutto segnale, specie in considerazione del fatto che al contrario di altri sport, il tennis impone continui e frequenti spostamenti dei protagonisti che non sono non assistiti, per la maggior parte, da strutture e sistemi di sicurezza adeguati come possono avere ad esempio i club di calcio.

Da domani, a Todi, si giocherà invece per laureare il campione e la campionessa d‘Italia. A rendere il tutto più interessante c‘è il fatto che, secondo quanto annuncia la Federtennis, il torneo è anche aperto al pubblico, con un massimo di 109 spettatori per ogni sessione di gara. I migliori italiani del ranking mondiale non ci saranno, ma l‘importante è ripartire: i favoriti sono Lorenzo Sonego, n.46 della classifica Atp, fra gli uomini e Jasmine Paolini fra le donne.

Per l’occasione saranno ovviamente previste misure speciali di tutela e protezione per spettatori e atleti: il pubblico dovrà infatti indossare la mascherina per tutto il tempo di permanenza in tribuna e lasciare la tribuna stessa a fine sessione. Al termine di ciascuna sessione, le tribune verranno sanificate con vaporizzatori certificati. All’indomani della notizia di Dimitrov è evidente che prudenza e precauzioni saranno ancora maggiori per far sì che questo torneo della ripartenza possa davvero essere un segnale positivo per tutto il movimento, italiano e non.