Il presidente della Fise Marco Di Paola crede nel rilancio del settore
Il presidente della Fise Marco Di Paola crede nel rilancio del settore
di Paolo Manili Gli azzurri alle Olimpiadi e poi agli Europei sono stati lontani dai podi nelle tre discipline principali, dressage, completo e salto ostacoli. Poi nella finale della Nations Cup a Barcellona l’Italia ha chiuso in coda ed è stata retrocessa. Non bastano a togliere l’amaro in bocca i due bronzi paralimpici, quello europeo nell’endurance, i due Europei di polo vinti dalle Nazionali maschile e femminile e, sullo sfondo, la significativa crescita della "base" (162.995 tesserati al 30 settembre 2021). Ne abbiamo parlato con il presidente Fise, Marco Di Paola. Presidente, come...

di Paolo Manili

Gli azzurri alle Olimpiadi e poi agli Europei sono stati lontani dai podi nelle tre discipline principali, dressage, completo e salto ostacoli. Poi nella finale della Nations Cup a Barcellona l’Italia ha chiuso in coda ed è stata retrocessa. Non bastano a togliere l’amaro in bocca i due bronzi paralimpici, quello europeo nell’endurance, i due Europei di polo vinti dalle Nazionali maschile e femminile e, sullo sfondo, la significativa crescita della "base" (162.995 tesserati al 30 settembre 2021). Ne abbiamo parlato con il presidente Fise, Marco Di Paola.

Presidente, come giudica questa stagione difficile e avara di soddisfazioni nelle discipline olimpiche?

"Ha detto bene, difficile e avara. Non era quello che speravamo, ma una serie di circostanze sfavorevoli ci ha precluso i principali obiettivi. Non cerco giustificazioni, piuttosto ci siamo messi subito al lavoro. In questi anni si è formato in tutte le discipline un nucleo di cavalieri formidabili. Ma sono venuti a mancare all’improvviso diversi cavalli importanti, in particolare nel salto ostacoli. Tuttavia cavalieri e tecnici hanno già presentato soggetti nuovi che stanno maturando, con loro puntiamo su Mondiali 2022 ed Europei 2023 che qualificano per Parigi".

Nel Salto ostacoli, prima della pandemia quattro podi in Coppe delle Nazioni, azzurri primi nella divisione uno. Ora invece scivolati in Eef series. Come invertire la tendenza?

"Nel 2021 siamo passati dalla vittoria alla sconfitta, senza mezze misure. Inutile cercare giustificazioni, bisogna solo rimboccarsi le maniche e lavorare. A Barcellona eravamo a un passo dalla finale, poi per un banale errore ci siamo trovati retrocessi. Non è la prima volta che capita all’Italia e sono convinto che otterremo subito la promozione, come in passato, senza inseguire. Abbiamo sempre dimostrato che l’Italia sa rialzarsi: grinta e impegno dei nostri atleti ci faranno tornare nella massima serie già l’anno prossimo. L’altro obiettivo è la qualifica di squadra alle Olimpiadi. L’equitazione è molto cambiata nell’ultimo decennio: se prima retrocedere significava non partecipare a gare top-level, ora queste sono molteplici. Caso mai il problema è disporre dei binomi competitivi per le gare a squadre, motivando gli atleti a privilegiarle rispetto alle individuali, dotate di montepremi maggiori".

Quali sono gli obiettivi più alla portata nell’immediato?

"Nel salto ostacoli, nel breve periodo, tornare in prima divisione. Nel lungo periodo raggiungere la qualifica olimpica a squadre, nel salto e nel completo. Nel dressage, invece, siamo ancora lontani da ambizioni olimpiche, dobbiamo lavorare a una crescita tecnica. Serve una chiara programmazione a breve e lungo termine. I cavalieri non mancano e stanno facendo un ottimo lavoro con i loro cavalli. La Fise li sosterrà con una programmazione non basata sull’ultimo risultato. Dobbiamo aiutare i binomi a progredire verso obiettivi prefissati, coinvolgere proprietari di cavalli e sponsor, componenti fondamentali".