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24 mar 2022

Dentro o fuori, Italia prima notte senza scelta

Ci siamo: contro la Macedonia del Nord a Palermo il primo spareggio da non fallire. Berardi per scardinare una difesa ermetica

24 mar 2022
paolo franci
Sport

di Paolo Franci

Lo ha ricordato Roberto Mancini: ci sono sette giocatori nel gruppo azzurro che c’erano quella maledetta notte del Meazza, il maledetto 13 novembre del 2017 contro la Svezia. Sì, c’erano Donnarumma, allora panchinaro con Buffon in porta, Bonucci, Chiellini, Florenzi, Insigne, Jorginho, Belotti e Immobile, tanto per non dimenticare come shock e rivincita, a volte, possano andare a braccetto fino a catapultarti dal momento più buio fino al tetto d’Europa. Eh sì, perchè questi sette, poi, sono diventati Magnifici, giusto per attingere a un grande classico del cinema western e senza arrivare alla retorica della sfida all’Ok Corral. Anche perchè la Macedonia del Nord tutto è tranne che una squadra che ti affronta a viso aperto, seguendo il credo tattido di Blagoja Milevski, ex difensore che vinse la Coppa dei Campioni con la Stella Rossa di Belgrado. Milevski è un convinto seguace del bottone. Nel senso che la sua squadra se la giocherà super abbottonata.

Mancini lo sa benissimo e avvisa i naviganti ricordando urbi et orbi che questi qui "hanno vinto in Germania 2-1" e in ogni caso, in un’avventura lunga e piena di insidie - ditelo a noi che siamo qui a giocarcela a causa di due scivoloni dal dischetto contro la Svizzera - non si arriva per caso ai playoff come ha fatto la Macedonia del Nord. A maggior ragione se prima aveva conquistato per la prima volta la qualificazione alla fase finale dell’Europeo.

Mancini non ha dubbi sulle capacità dei suoi, anche se la squaddra tra settembre e novembre scorsi, ha pregiudicato la qualificazione con quattro pareggi letali: Bulgaria, due volte la Svizzera e poi del Nord Irlanda. Partite nelle qualisi è perso smalto, certezze e via del gol.

Adesso ce la giochiamo senza Chiesa ad esempio, ma con un Berardi a mille e maturato definitamente dal punto di vista della continuità. Lui sarà una delle armi più preziose per scardinare il bunker macedone, anche se poi, come ama ripetere il ct, sottolineando come non abbia dubbio alcuno sulla sua squadra, le partite si vincono in undici. "La nostra è una squadra che sa giocare a calcio e deve essere concentrata su quello che sa fare. Non credo che sia una Nazionale diversa da quella dell’Europeo - ha detto Mancini - abbiamo sempre cercato di fare il nostro gioco. Non siamo cambiati, abbiamo voglia di vincere, di giocare e di fare gol". Non fa polemica, nè lui nè il presidente federale, sul fatto che la Lega di Serie A abbia detto "No" all’ipotesi di ’frizzare’ la scorsa giornata di campionato per dare al Mancio il tempo di provare, valutare, giocarsela con calma e metodo. Il ct ha individuato tre parole chiave per questa partita e, speriamo, per la prossima in Portogallo - a proposito: ma per quale motivo uno spareggio mondiale bisogna giocarlo con una partita secca in casa di una delle due squadre? Follie da Fifa (con la maiuscola, of course) - tre parole semplici, chiare. Laprima è Paura. Non bisogna averne perchè sappiamo cosa dobbiamo fare. La seconda è: Pazienza fidandosi del gioco e della qualità del medesimo. La terza è Sicurezza, la stessa mostrata durante l’Europeo e anche prima, seguendo la lunga cavalcata da record delle 37 partite di imbattibilità.

Per farlo, il Mancio se la gioca con Mancini-Bastoni là dietro - il Chiello alla fine se lo terrà in caldo per Ronaldo, se si passa - Florenzi ed Emerson sulle fasce, il trio meraviglia di centrocampo, Insigne e Berardi ai lati di Ciro Immobile, anche se la tentazione Scamacca c’è ed è fortissima. Il Mancio stravede per questo ragazzo che sta giocando benissimo e segnando a raffica. Un’arma che tornerà utile durante la partita, se ci sarà da scardinare la difesa macedone.

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