Non contento di aver già vinto una signora tappa come quella di sabato, Mark Padun si prende anche il tappone finale del giro del Delfinato, con sei colli da scalare. L’ucraino vince in fotocopia, staccando ancora tutti, compreso Richie Porte (foto), che arriva a due minuti ma festeggia il successo nella corsa...

Non contento di aver già vinto una signora tappa come quella di sabato, Mark Padun si prende anche il tappone finale del giro del Delfinato, con sei colli da scalare. L’ucraino vince in fotocopia, staccando ancora tutti, compreso Richie Porte (foto), che arriva a due minuti ma festeggia il successo nella corsa francese, mantenendo i 17 secondi di margine in classifica sul kazako Lutsenko e mezzo minuto sul compagno Thomas. Ancora in difficoltà Fabio Aru, che accusa un ritardo di dieci minuti, così come Froome, che rischia il Tour.

Parla subito la lingua di casa il giro di Svizzera: la crono d’apertura va al campione europeo di specialità Stefan Kung, che copre i dieci chilometri della prova a 54,5 orari precedendo il connazionale Bissegger di 4’’ e un ottimo Cattaneo di 12’’. Quinto Alaphilippe, mentre Dumoulin, al debutto stagionale, arriva a mezzo minuto.

A colorare la domenica italiana sono invece i più giovani. Al Giro under 23 terzo successo in quattro tappe di un nostro atleta: lo firma il romagnolo Filippo Baroncini, che viaggiando a oltre 51 di media nella crono di Guastalla batte per soli 30 centesimi l’irlandese Healy, dopo avergli rimontato quasi mezzo minuto nella seconda parte di gara. Gode anche il terzo, l’inglese Ben Turner, che chiudendo a 5’’ dal vincitore strappa la maglia rosa allo spagnolo Ayuso, soltanto ottavo e a mezzo minuto dal suo compagno Baroncini. Oggi il baby fenomeno iberico può subito rifarsi nel nuovo esame in salita, la Fanano-Sestola. Italiana anche la Corsa della Pace under 23: a vincerla è Filippo Zana, professionista con la Bardiani Csf.

a. cos.