"La mia famiglia è molto religiosa e io sono musulmano, proprio come lo era mio nonno. Sono cresciuto nelle regole che egli ha tramandato attraverso mia madre. Sono un ragazzo serio che si impegna quando c’è da conseguire un risultato, e credo che fare la boxe sia il mio destino e sono nato per farla. Il mio mito? Mio...

"La mia famiglia è molto religiosa e io sono musulmano, proprio come lo era mio nonno. Sono cresciuto nelle regole che egli ha tramandato attraverso mia madre. Sono un ragazzo serio che si impegna quando c’è da conseguire un risultato, e credo che fare la boxe sia il mio destino e sono nato per farla. Il mio mito? Mio nonno". Si presenta così Nico Ali Walsh, pugile 21enne che sabato esordisce da professionista, come massimo leggero, sul ring dell’Hard Rock Café di Tulsa, nel sottoclou della riunione che ha in cartellone come incontro principale quello fra Andrew Moloney e Joshua Franco. Nico è il nipote di Muhammad Ali, un mito non solo per lui ed è cresciuto con il nonno come modello e idolo. Sua madre è Rasheda Ali, 51 anni, una delle figlie di ‘The Greatest’, avvocato impegnata su vari fronti e inizialmente contraria al fatto che il figlio praticasse lo stesso ‘mestierè del nonno.

Ma ormai è andata e ora Nico se la vedrà, per il suo esordio fra i professionisti, con Jordan Weeks, 29enne ex lottatore di Mma. Ma, è stato chiesto a Nico Ali, come gli è venuto in mente di fare il pugile? "La scintilla fra me e la boxe - ha risposto - è scoccata nel 2012, quando il mondo intero ha celebrato i 70 anni della nascita di mio nonno. In quei giorni in cui tutto il mondo parlava di lui ho capito che dovevo essere pugile. Prima di allora Ali era solo il mio amato nonno". "Essere arrivato al debutto in una riunione importante - ha concluso il 21enne Walsh - lo devo a mio zio, che mi fa anche da manager, Mike Joyce che ha buoni rapporti con Bob Arum e il resto è venuto da solo. Sono orgoglioso di combattere con i colori della Top Rank".