Leo Turrini Mettete da parte la coda dell’ormai remoto litigio tra il Gasp e il Papu. Sono storie di calcio, risse da comari avrebbe detto qualcuno. C’eravamo tanto amati e buona notte suonatori. Lasciamo perdere, dicevo. La verità interessante e attualissima, a proposito della Atalanta, è invece un’altra. La...

Leo Turrini

Mettete da parte la coda dell’ormai remoto litigio tra il Gasp e il Papu. Sono storie di calcio, risse da comari avrebbe detto qualcuno. C’eravamo tanto amati e buona notte suonatori. Lasciamo perdere, dicevo. La verità interessante e attualissima, a proposito della Atalanta, è invece un’altra.

La faccio breve. Ormai da anni, il calcio migliore in Italia è quello proposto dai bergamaschi. E sono anni che la Dea calca orgogliosamente il palcoscenico della Champions (superando regolarmente la fase a gironi, cosa ad esempio fin qui tabù per l’Inter, anche con Conte in panchina). Ora, detto con franchezza, non si capisce perché l’Atalanta non possa pensare di vincere lo scudetto. Per organizzazione e per credibilità complessiva, ha tutto per candidarsi all’impresa. Semmai ci sarebbe da stupirsi del contrario. Tra l’altro, noi che guardiamo da fuori le emozioni dello sport abbiamo sempre bisogno di storie in grado di spostare più in là il confine della immaginazione. Alla Olimpiade l’ultimo rettilineo di Filippo Tortu nella 4x100 ha dimostrato che “impossible is nothing”, nulla è impossibile se credi in quello che fai e se sai pianificare sforzi, investimenti e passioni. Ecco, l’Atalanta può essere la 4x100 della nostra serie A. Ha acquisito l’abitudine a confrontarsi con il Liverpool e con il Psg. Staziona regolarmente tra i top team della categoria.

Infine, a chi non piacerebbe una versione tricolore del modello Leicester? Per inciso, la squadra di oggi del Gasp, anche senza il Papu furioso, è più forte delle Volpi inglesi di Claudio Ranieri...