TOKYO (Giappone) Da eterna seconda e perseguitata dalla vita e dalla sfortuna, a reginetta della ginnastica mondiale con un oro olimpico che neanche lei poteva mai immaginare: "Ero venuta a Tokyo per giocarmi il secondo posto, è finita invece così". La parabola della statunitense Sunisa Lee, medaglia d’oro nella gara individuale a Tokyo 2020, è legata indissolubilmente alla connazionale Simone Biles, che ieri all’Ariake Gymnastics Centre era in tribuna a...

TOKYO (Giappone)

Da eterna seconda e perseguitata dalla vita e dalla sfortuna, a reginetta della ginnastica mondiale con un oro olimpico che neanche lei poteva mai immaginare: "Ero venuta a Tokyo per giocarmi il secondo posto, è finita invece così".

La parabola della statunitense Sunisa Lee, medaglia d’oro nella gara individuale a Tokyo 2020, è legata indissolubilmente alla connazionale Simone Biles, che ieri all’Ariake Gymnastics Centre era in tribuna a fare il tifo per lei dopo il ritiro per problemi psicologici.

La super favorita era ovviamente la campionessa olimpica di Rio Tokyo (Giappone) 2016 ed eroina nazionale, Sun Lee ha però colto la sua grande occasione garantendo agli Usa la quinta medaglia d’oro consecutiva nell’individuale.

"Ho dovuto cambiare marcia perché sono arrivata qui per il secondo posto", ha confessato Lee. "Quando si è creata questa opportunità, sapevo che dovevo fare quello che faccio normalmente perché per tutta la stagione sono stata seconda".

Appunto, sempre alle spalle di Simone. Un vero miracolo dello sport: "È un momento surreale - ha detto la 18enne olimpionica - Non sembra nemmeno la vita reale". E c’è da crederle, visto che la sua vita reale le ha portato finora solo dispiaceri e tragedie negli ultimi anni. A causa del Covid ha perso una zia e uno zio, ma soprattutto poco prima con la sua famiglia ha dovuto fare i conti con un terribile incidente che ha lasciato suo padre John sulla sedia a rotelle: stava aiutando un amico a potare un albero ed è caduto rimanendo paralizzato.

È lui l’eroe di Sun Lee, l’ha aiutata fin da quando da piccola balzava tra il divano e il letto tentando le prime piroette in casa. L’ha difesa e protetta anche di fronte alle frustrazioni della mamma Yeev: "Saltavo sempre sul letto e facevo salti mortali e cose del genere, alla fine mia madre si è stancata", iscrivendola finalmente a ginnastica. Aveva anche pensato di smettere, Lee, Pochi giorni dopo il terribile incidente del padre, Sun Lee ha fatto il suo debutto all’età di 16 anni ai campionati statunitensi senior.

A distanza di due anni, si trova ora nell’olimpo di campionesse americane come Mary Lou Retton, Carly Patterson, Nastia Liukin, Gabby Douglas. E Simone Biles, ovviamente: un pezzo di questa medaglia è anche sua. La ‘Greatest of the time’ resta sempre lei.