Terra di motori, quella del Mugello. Da sempre, da quando, i pionieri delle quattro ruote, del profumo della benzina e delle sfide in cui solo se vinci sei soddisfatto, quei pionieri si giocavno il Mugello sulle strade delle campagna e dell’Appennino che si affaccia sulla provincia di Firenze. Fiore all’occhiello del panorama motoristico italiano e mondiale, il circuito del Mugello continua a trasmettere adrenalina e a far respirare passione a tutti gli appassionati, senza però dimenticare, o depauperare, il valore storico del proprio passato, unico e inimitabile. Ciò che adesso vive nella memoria nacque,...

Terra di motori, quella del Mugello. Da sempre, da quando, i pionieri delle quattro ruote, del profumo della benzina e delle sfide in cui solo se vinci sei soddisfatto, quei pionieri si giocavno il Mugello sulle strade delle campagna e dell’Appennino che si affaccia sulla provincia di Firenze.

Fiore all’occhiello del panorama motoristico italiano e mondiale, il circuito del Mugello continua a trasmettere adrenalina e a far respirare passione a tutti gli appassionati, senza però dimenticare, o depauperare, il valore storico del proprio passato, unico e inimitabile. Ciò che adesso vive nella memoria nacque, infatti, grazie alle emozioni e il lavoro di uomini che tessero la tela dell’amore per, inizialmente, le quattro ruote, fin dai primi respiri del ventesimo secolo, dando così voce – e un percorso – ad una passione già ruggente. 67 km e mezzo, da percorrersi quattro volte, in una gara di regolarità: era il 21 giugno 1914, l’alba del Mugello, all’epoca denominato ‘Circuito Automobilistico Toscano’, prima versione del tracciato stradale.

Negli anni a venire protagonisti furono personaggi come Giuseppe Campari, Gastone Brilli Peri, e soprattutto Enzo Ferrari, che in una delle sue ultime apparizioni da pilota chiuse al terzo posto. L’età d’oro del Mugello stradale furono gli anni dal 1964 al 1970, e qualche tempo dopo, grazie all’Automobile Club Firenze, all’instancabile lavoro dell’ingegner Pasquale Borracci, furono acquistati i 175 ettari della tenuta del Palagio, appena fuori l’abitato di Scarperia, lì dove sarebbe stato poi edificato il circuito. Il 23 giugno 1974 nasce il circuito del Mugello (realizzato grazie al progetto dell’ingegner Agnoletto) con la prima gara, una data scolpita nel cuore di tutti gli appassionati

Un altro passaggio chiave è il 1988, quando il circuito diventa Ferrari, proiettando così il Mugello verso il futuro e i successi contemporanei. Intorno alla pista, inalterata, nascono così strutture avveniristiche per box e uffici, elevando e adeguando l’intero impianto a un’attività in costante crescita, per un circuito che, rinnovandosi anno dopo anno, non dimentica le radici e la tradizione sulle quali, metaforicamente e non solo, poggia e vive.

Al Mugello hanno gareggiato piloti di tutte le categorie: dal campionato del mondo di motociclismo alle gare di durata, dal campionato turismo a quello prototipi, dalle 24 Ore alla Formula 2 e Formula 3, al giro d’Italia, alla recentissima F1 del 13 settembre scorso.

Ma è con il Motociclismo, il Motomondiale, le acrobazie e l’amore per gli anni più belli di Valentino Rossi, che la pista della provincia di Firenze ha conquistato in modo definitivo il mondo. Qui la MotoGp ha ’messo la freccia’ accanto alla concorrenza di altri circuiti. Qui, dove, prima ancora che in pista si correva in strada, il futuro ha il sapore bello e antico che non senti altrove.

Tutto grazie ad un tracciato immutato negli anni, lungo, veloce, insidioso, grazie alle sue curve di raggio sempre diverso, e alla natura, che accoglie e abbraccia tutta la struttura, con i suoi panorami mozzafiato.

R.G.