Lautaro Martinez, 15 gol, con Romelu Lukaku, a quota 21: i due sono stati la cassaforte di gol dell’Inter campione d’Italia
Lautaro Martinez, 15 gol, con Romelu Lukaku, a quota 21: i due sono stati la cassaforte di gol dell’Inter campione d’Italia
di Giulio Mola HANDANOVIC 6,5 Voto di stima perché il capitano dopo nove anni in nerazzurro meritava il successo anche se paradossalmente questa è stata la stagione più difficile, soprattutto nella parte finale della stagione. Decisivo, però, nel derby di ritorno. BASTONI 8 Il giovanotto è ormai una certezza. Sempre concentrato quando deve difendere, molto propositivo se c’è da spingersi avanti, grazie ai piedi “educatissimi“. E’ una delle scommesse vinte da Conte. DE VRIJ 8 Il leader di una difesa granitica, non a caso la migliore del torneo. Bravo a “ingabbiare gli avversari, perfetta nella lettura dei tempi di gioco, con anticipi puntuali e stile impeccabile. SKRINIAR 8,5 Un anno fa era considerato inadatto alla difesa a tre, ora è stato fra gli artefici del trionfo: una “roccia“ in marcatura, sempre insidioso nelle incursioni in avanti come dimostrano il gol-vittoria di Verona e quello contro...

di Giulio Mola

HANDANOVIC 6,5 Voto di stima perché il capitano dopo nove anni in nerazzurro meritava il successo anche se paradossalmente questa è stata la stagione più difficile, soprattutto nella parte finale della stagione. Decisivo, però, nel derby di ritorno.

BASTONI 8 Il giovanotto è ormai una certezza. Sempre concentrato quando deve difendere, molto propositivo se c’è da spingersi avanti, grazie ai piedi “educatissimi“. E’ una delle scommesse vinte da Conte.

DE VRIJ 8 Il leader di una difesa granitica, non a caso la migliore del torneo. Bravo a “ingabbiare gli avversari, perfetta nella lettura dei tempi di gioco, con anticipi puntuali e stile impeccabile.

SKRINIAR 8,5 Un anno fa era considerato inadatto alla difesa a tre, ora è stato fra gli artefici del trionfo: una “roccia“ in marcatura, sempre insidioso nelle incursioni in avanti come dimostrano il gol-vittoria di Verona e quello contro l’Atalanta.

D’AMBROSIO 6,5 Poche presenze, tra infortuni e Covid, ma segna anche tre gol pesanti contro Fiorentina, Genoa e Cagliari.

DARMIAN 7,5 Arrivato quasi per caso, perché piaceva solo a Conte. Non un titolare fisso, ma un preziosissimo “gregario“. Serio e soprattutto affidabile, anche quando veniva impiegato a sprazzi. Insomma, il dodicesimo perfetto, soprattutto nel finale di stagione: suoi i gol decisivi contro Cagliari e Verona.

KOLAROV 5,5 Preso fra gli svincolati di lusso, era partito come titolare nella difesa a tre. Un ruolo che però non reggeva, perché abituato soprattutto a giocare da esterno largo. E lui è sparito ben presto.

RANOCCHIA 6,5 Aveva alzato l’ultimo trofeo dei nerazzurri, nel 2011. L’unico reduce, uno degli uomini-spogliatoio più importanti. Quando Conte lo ha chiamato in causa, l’ex capitano si è sempre fatto trovare pronto.

YOUNG 6 Partito titolare, a poco a poco è arretrato nelle gerarchie di Conte per qualche errore di troppo.

HAKIMI 8 L’unico vero acquisto (anticipato nel febbraio 2020) in una stagione dove la parola “mercato“ è stata bannata. L’ex Dortmund è partito a razzo, anche per apprendere velocemente la fase difensiva richiesta da Conte. Ha segnato come un attaccante aggiunto e in fascia è stato devastante coi suoi assist.

PERISIC 7 E’ tornato alla base e con orgoglio e caparbietà si è ripreso il posto sulla corsia mancina. Non più svogliato come negli anni passati, ma disposto a rimettersi in gioco con sacrificio.

BARELLA 8,5 Il clone di Conte... da calciatore. Quello che più di tutti rappresenta la filosofia di gioco dell’allenatore. A soli 24 anni il ragazzo è già un leader: ha corso per un intero anno, proteggendo le difesa, recuperando palloni, inserendosi in attacco. Con la gioia dei gol a Cagliari, Juve e Fiorentina.

BROZOVIC 8 Con gli anni è cresciuto tanto, una maturazione tattica e comportamentale. Messa da parte la discontinuità e i mal di pancia del passato, ha diretto l’orchestra con la personalità dei top player..

GAGLIARDINI 6,5 Cambio prezioso quando c’era bisogno di gestire il risultato.

ERIKSEN 7,5 Ha cominciato a giocare soltanto a fine gennaio, dopo aver chiesto di andar via perché “trascurato“ da Conte. Ma col buon senso di tutti il danese è tornato in pista, al posto giusto nel momento giusto, come mezz’ala. L’ultima pennellata a Crotone è stata fantastica..

SENSI 6 Frenato dagli infortuni in quella che poteva essere la stagione del riscatto.

VIDAL 6 Voluto da Conte per portare esperienza e ferocia in mediana: ma la cosa più importante è quel gol alla Juventus che gli basta per la sufficienza.

VECINO ng

MARTINEZ 9 Sembrava dovesse andare al Barcellona dal suo idolo Messi. E invece non solo è rimasto ma è stato uno dei più presenti e dal rendimento più costante. Tanti i gol “pesanti“, ma la partita perfetta resta il derby di ritorno.

LUKAKU 9 Sullo scudetto il Re Leone ci ha messo la sua impronta a suon di gol e assist. Ma uno come lui, non a caso portato da Conte, è stato fondamentale in tutte le fasi, dalla difesa del pallone alle ripartenze.

SANCHEZ 7 Ha giocato poco ma il suo contributo è stato importante. Lascia il segno in partite chiave, come il match sul campo del Sassuolo (in coppia con Lautaro) e la doppietta realizzata a Parma.

PINAMONTI ng Scampoli di partita e tanta panchina. Ma l’allenatore nei giorni scorsi lo ha elogiato pubblicamente per l’impegno profuso negli allenamenti. Il futuro è dalla sua parte.

PADELLI ng

RADU ng

all. CONTE 10 Un’opera d’arte realizzata con pazienza, fatica e sudore. Sopportando le maldicenze e lavorando. Correggendo in corsa i pochi sbagli commessi. Solo il Trap era riuscito a vincere con Juventus e Inter. Ed entra di diritto nella storia.