dall’inviato Angelo Giorgetti

Con un gol di tacco _ a occhio tacco 12 _ la signora Bernardeschi ha battuto un campione d’Europa, davvero non c’è stata partita, difficile non arrendersi a Veronica Ciardi vestita da sposa. Lei tutta in bianco, lui in begiolino. Lei comparsa in anticipo e ripartita sul Maggiolone celeste – la sposa deve arrivare sempre dopo – lui in ritardo e con la criniera corta metallizzata a bordo di un Land Rover nero cabriolet. Bolgia davanti al Duomo di Carrara, body guard, cori da stadio, telecamere della "Vita in diretta", un discreto circo mediatico appollaiato sul sagrato. Tanti gli amici, ancora di più i curiosi, nessun calciatore famoso perché i compagni della Nazionale sono tutti schizzati via per le vacanze.

Tutto in 42 ore per Bernardeschi, dal rigore nello stadio di Wembley al matrimonio nel cortile di casa, perché anche se uno diventa famoso poi ritorna sempre da dove è partito, e che pazzesco autoregalo di nozze è stato l’Europeo. Auguri e figli maschi, si dice così, anche perché sono già nate Deva che ha due anni e la piccolissima Lena, due mesi, battezzata ieri in Duomo da don Luigi, tifoso juventino. Il matrimonio doveva essere segreto, invece ci mancava solo la Bbc: impossibile passo verso la discrezione, dopo l’overdose di bisbigli. Ragazza tosta, Veronica, anche se ieri è scoppiata a piangere quando Berna le ha messo l’anello. Tutto in 42 ore anche per lei, come il titolo di un film.