di Mattia Todisco Antonio Conte assicura che tutto si è appianato, ma i contrasti con José Mourinho sono stati violenti (verbalmente parlando) e reiterati, sebbene concentrati in un lasso di tempo abbastanza breve. Tutto parte nell’ottobre 2016, quando i due si incontrano per un Chelsea-Manchester United 4-0 durante il quale, a punteggio già in cassaforte, il tecnico oggi all’Inter usa il suo...

di Mattia Todisco

Antonio Conte assicura che tutto si è appianato, ma i contrasti con José Mourinho sono stati violenti (verbalmente parlando) e reiterati, sebbene concentrati in un lasso di tempo abbastanza breve. Tutto parte nell’ottobre 2016, quando i due si incontrano per un Chelsea-Manchester United 4-0 durante il quale, a punteggio già in cassaforte, il tecnico oggi all’Inter usa il suo carisma per invitare i tifosi sugli spalti a continuare ad incitare la squadra. Gesto che lo "Special One" giudica inopportuno, rimarcandolo a fine partita al diretto interessato. Conte risponde che il gesto era una risposta al silenzio dei tifosi di casa, mentre quelli dei Red Devils (pur pesantemente sotto) stavano continuando ad incitare gli ospiti: "I miei giocatori meritavano applausi per quello che stavano facendo". Una spiegazione che evidentemente a Mourinho non basta. Nel marzo successivo, nuovo confronto in FA Cup e altro screzio, con l’incolpevole quarto uomo di mezzo a provare a fare da paciere mentre i "colleghi" se ne dicono di tutti i colori con il volto paonazzo. Passata la sfida, Mourinho parla di "pagliacci a bordo campo", Conte di "demenza senile da parte di una persona che aveva lui quei comportamenti e che continua a guardare qui anche dopo essersene andata". E ancora il portoghese, che riporta a galla la condanna del 2011 a Conte per il calcioscommesse e la replica dell’ex c.t. che dà del piccolo uomo al lusitano. Fino a che entrambi non decidono di darci un taglio, incontrandosi nell’ufficio di Mourinho a Manchester alla fine della gara di ritorno in Premier League. Pace fatta, come confermato dalle parole di Conte fin dal suo arrivo a Milano, ben prima di quelle pronunciate pochi giorni fa alle "Iene" in cui simpaticamente augura "il meglio" al neo allenatore della Roma, "tranne quando giocherà contro l’Inter". In fondo proprio l’aver vinto con i nerazzurri è un comune denominatore importante e anche il Chelsea è un club di cui entrambi hanno scritto pagine importanti di storia.