di Leo Turrini Visto che siamo a Imola, tanto vale che io mi esprima senza giri di parole. Con le regole di oggi, che fine farebbero assi del volante come Gilles Villeneuve, Ayrton Senna e Michael Schumacher?... Probabilmente, verrebbe loro persino negato l’ingresso negli autodromi! Infatti, l’applicazione occhiuta di norme rigidissime si sconterebbe fatalmente con l’istinto di guida, con la propensione al rischio, con l’amore...

di Leo Turrini

Visto che siamo a Imola, tanto vale che io mi esprima senza giri di parole. Con le regole di oggi, che fine farebbero assi del volante come Gilles Villeneuve, Ayrton Senna e Michael Schumacher?...

Probabilmente, verrebbe loro persino negato l’ingresso negli autodromi! Infatti, l’applicazione occhiuta di norme rigidissime si sconterebbe fatalmente con l’istinto di guida, con la propensione al rischio, con l’amore senza limiti per la velocità.

Ieri, l’ultimo caso. In occasione delle qualifiche del Gran Premio del Made in Italy e dell’Emilia Romagna, la giuria ha cancellato il tempo di Lando Norris. Il ragazzino che pilota la McLaren si era posizionato ad un soffio dal dominatore Lewis Hamilton. Ma un sensore ha stabilito che in una certa zona del circuito aveva varcato il “track limit”, il limite della pista, con tutte le quattro ruote. A scanso di equivoci: i giudici hanno applicato il regolamento. Ma proprio qui casca l’asino: se una legge è sbagliata, bisogna cambiarla. In fretta.

Qualcosa del genere era accaduto nella domenica del Bahrain. Spinto astutamente fuori tracciato da Hamilton, l’olandese Verstappen aveva comunque eseguito un sorpasso da manuale, senza minimamente mettere in pericolo l’incolumità del rivale. Ciò nonostante, era stato costretto a restituire posizione (e vittoria!) al campione del mondo.

Adesso c’è stato il bis con Norris, che ci è rimasto malissimo. È giusto ? No, per niente. E non hanno senso i paragoni con il calcio, con l’area di rigore o con la linea di porta.

Qui siamo in Formula Uno. Siamo in un mondo che ha nel DNA l’esaltazione del rischio, certamente calcolato ma inevitabile.

Come si può pretendere che l’appassionato capisca una logica punitiva? Cosa resta della velocità estrema se ci incaponiamo a ridurla nella gabbia di codici e codicilli?

Gli stessi drivers, al di là di benefici e svantaggi immediati, sono molto perplessi. La convinzione diffusa tra i piloti è che debbano essere sanzionati i comportamenti sleali o irresponsabili. Ma Verstappen non era stato sleale e nemmeno irresponsabile a Sakhir, così come ieri Norris, da solo in pista, non aveva danneggiato nessuno.

Vedremo cosa accadrà oggi, in gara.