Samuel Eto’o, uno degli eroi del Triplete nerazzurro, festeggia oggi 40 anni. Di successi e battaglie sociali. Emblema del popolo africano e portavoce della lotta contro il razzismo, il camerunese ha vinto tutto quello che si poteva vincere tra Italia e Spagna. Ma per scalare l’Olimpo del pallone ha fatto il doppio della fatica rispetto a tanti altri campioni: spesso è una costante per quei talenti che partono da contorni sociali delicati. Nato il 10 marzo 1981 a Nkon, Samuel brucia le...

Samuel Eto’o, uno degli eroi del Triplete nerazzurro, festeggia oggi 40 anni. Di successi e battaglie sociali. Emblema del popolo africano e portavoce della lotta contro il razzismo, il camerunese ha vinto tutto quello che si poteva vincere tra Italia e Spagna. Ma per scalare l’Olimpo del pallone ha fatto il doppio della fatica rispetto a tanti altri campioni: spesso è una costante per quei talenti che partono da contorni sociali delicati. Nato il 10 marzo 1981 a Nkon, Samuel brucia le tappe sin da giovanissimo. Il Real Madrid ci vede lungo, almeno inizialmente, e lo preleva dall’UCB Douala a 15 anni. Nel settore giovanile dei blancos non ha molto spazio e viene girato in prestito al Leganes con cui firma i primi gol in Segunda Division. Il debutto in Liga non tarda ad arrivare, ma con la maglia dell’Espanyol il 5 dicembre 1998. Nel gennaio del 2000, dopo la miseria di tre presenze in prima squadra, l’attaccante lascia definitivamente le merengues per accasarsi al Maiorca: 54 gol in 133 presenze. Eto’o si consacra e strega il Barça. In Catalogna diventando il capocannoniere del campionato alla prima stagione con i blaugrana. Cresce e fa crescere leggende come Ronaldinho e Messi facendo la differenza anche a livello europeo: nel 20052006 vince e segna nella sua prima finale di Champions. Il bis arriva con Guardiola nel 20082009. Tuttavia il rapporto con il tecnico spagnolo non sboccerà mai. Da lì a poco la cessione, quella che cambierà anche la storia dell’Inter: Eto’o passa ai nerazzurri il 27 luglio 2009, nella trattativa che porta Ibrahimovic al Barça. Con Mourinho invece è amore a prima vista, tanto da convincere il camerunese a giocare un paio di partite da terzino (una di queste epica proprio al Camp Nou!). Farà le fortune dell’Inter e viceversa nell’anno del Triplete e in quello successivo, bucando la porta 33 volte in 67 presenze. La scelta di passare all’Anzhi, in Russia, il 23 agosto 2011 segna in qualche modo l’inizio del suo declino, pur garantendosi una stagione al Chelsea e all’Everton, oltre alla breve esperienza alla Sampdoria nel 2015. Nel 2019 annuncia il ritiro dal calcio giocato. Contro il razzismo invece scende in campo ogni giorno: "Vivo in Europa, ma dormo in Africa", la sua frase più celebre. Nei giorni scorsi è diventato virale un video di Eto’o. E’ un gol su punizione, bellissimo, segnato in Coppa d’Africa: ma la notizia è che non l’ha fatto Samuel, bensì da Etienne, suo figlio, 19 anni. Auguri anche a lui.