Non c’è mica solo Fede Chiesa e il suo duello a suon di talento con Mimmo Berardi. Eh no. La notte della Grande Sofferenza contro quel tipaccio di Arnautovic ha lasciato il segno non solo sui parastinchi, ma anche e soprattutto nella costruzione Lego del ct. Cioè: vero che ci sono "26 titolari" nella nazionale degli Intercambiabili, ma è altrettanto vero che prma dell’Austria alcuni mattoncini erano un po’ più titolari degli...

Non c’è mica solo Fede Chiesa e il suo duello a suon di talento con Mimmo Berardi. Eh no. La notte della Grande Sofferenza contro quel tipaccio di Arnautovic ha lasciato il segno non solo sui parastinchi, ma anche e soprattutto nella costruzione Lego del ct. Cioè: vero che ci sono "26 titolari" nella nazionale degli Intercambiabili, ma è altrettanto vero che prma dell’Austria alcuni mattoncini erano un po’ più titolari degli altri. Quella partita ha messo a nudo, se non carenze, certamente elementi di riflessione che rimettono in piazza alcune ambitissime maglie. Come quella che fa rima con Ciro. Sabato sera Immobile - palo a parte – non ne ha infilata una. E non è un caso che il Mancio l’abbia ripreso, stimolato e cazziato per tutta la gara. Immobile non ha fatto nulla di quel quel che il gioco della Nazionale richiede e cioè la battaglia là davanti per proteggerla e fare da ‘rotonda’ per le geometrie offensive di centrocampisti ed esterni. Il Gallo invece, protagonista di una brutta prestazione col Galles è poco, sabato sera è entrato in campo in modalità Leonida e ha fatto girare la squadra in fase offensiva come mai prima nella militanza azzurra. Eppoi ha difeso, picchiato, rincorso. Una gioia per gli occhi e per le certezze del Mancio.

E ora che si fa in vista dei quarti? Ciro o il Gallo? E già qui il Mancio perderà qualche ora di sonno. A buttarla lì con la vittoria sull’Austria ancora fumante, il Gallo che pareva spennacchiato adesso può sperare in un sorpasso all’amicone, ma da qui a dire che sarà titolare nei quarti ce ne passano di tormenti del Mancio. Anche perchè entrare bello fresco mentre gli altri hanno la lingua di fuori è sempre un bel vantaggio. In ogni caso, vediamo. Finita qui? No, no perchè c’è la roulette tra Locatelli e Verratti. Il parigino è il leader del gioco azzurro con Jorginho ma reduce da un infortunio muscolare, evidentemente non è al top. Loca invece è a mille e sabato, con Pessina, ha cambiato volto alla squadra. Tanto da poter insidiare il ’parigino’? Lo ha già fatto prima dell’Austria, quando le percentuali nel ballottaggio erano quasi in parità. Quasi. Ora però Mancio ci pensa. Eccome.

Paolo Franci