di Paolo Franci Guardali quei due lì, come hanno messo sotto il Chelsea che tremare il mondo fa. Sì, che Fede Chiesa fosse ’on fire’ - come si dice oggi quando vai forte - s’era capito. Però poi anche Fede Bernardeschi che gioca una grande partita di ascia e fioretto. E lo fa dannandosi l’anima su Jorginho e scoprendo una nuova opzione carrieristica, quella del centravanti che non è centravanti, grazie all’intuizione di Max. Ma è davvero sua l’idea di piazzare Berna là davanti? No, è più ’made in Mancini’, se proprio vogliamo dirla tutta, figlia di quella ricerca del centravanti che ancora non c’è. ...

di Paolo Franci

Guardali quei due lì, come hanno messo sotto il Chelsea che tremare il mondo fa. Sì, che Fede Chiesa fosse ’on fire’ - come si dice oggi quando vai forte - s’era capito. Però poi anche Fede Bernardeschi che gioca una grande partita di ascia e fioretto. E lo fa dannandosi l’anima su Jorginho e scoprendo una nuova opzione carrieristica, quella del centravanti che non è centravanti, grazie all’intuizione di Max. Ma è davvero sua l’idea di piazzare Berna là davanti? No, è più ’made in Mancini’, se proprio vogliamo dirla tutta, figlia di quella ricerca del centravanti che ancora non c’è.

Mancini (che ieri ha diffuso la lista dei 23 per la Nations League, sono quelli dell’Europeo più il romanista Pellegrini) l’ha già fatto con Berna e con Insigne, anche. Sebbene lo juventino falso nove sia l’idea che lo stuzzica di più. Se non fosse così, non sarebbe stata una delle opzioni più calde alle vigilia della finale dell’Europeo, anche se la prima volta in cui il ct ne parlò convinto fu prima del match con la Lituania e dopo l’esperimento con la Polonia nel 2018. E in ogni caso, tornando alla coppia che l’altro ieri sera ha steso il Chelsea, avere Fede è doveroso, ma averne due è una cosa pazzesca. E, poi, mica finisce qui.

Sembrava che non si potesse più giocare a calcio là dove Lukaku s’aggira in zona gol. E come lo fermi? Citofonare Bonucci. Leo vi spiegherà come si annienta il centravanti più temuto del pianeta - anche se Lewandowski... - al quale lascia solo lo straccio di un’occasione. Eppoi quel Chiellini guerriero nel finale col Chelsea, fino a Locatelli, che ci mette personalità nel raddoppiare e cucire e tamponare fino allo sfinimento.

In ogni caso, è incredibile come l’onda lunga azzurra continui ad accompagnare la quasi totalità dei giocatori della Nazionale. Chi è il match winner di Champions in casa Atalanta? Pessina, il ragazzo che inventa calcio e adora la danza, nel remake delle sue impennate azzurre. Dal gol decisivo contro il Galles nel girone a quello segnato contro l’Austria ai supplementari che darà il via alla magnifica sinfonia azzurra. Senza dimenticare la prestazione al cachemire di un altro manciniano doc, Rafa Toloi. C’è poi Lorenzo Insigne che, con Mancini, ha smesso di essere il giovinotto di talento per diventare uno dei leader azzurri. Ora Insigne è il capobranco riconosciuto di quel Napoli che ha azzannato la testa della classifica e sembra non volerla mollare più. Nell’Inter, poi, sono indiscutibili le prestazioni di Bastoni e Barella. Quest’ultimo, tra l’altro, sembra aver alzato ancora il livello dopo l’Europeo, mentre Bastoni è già oggi la più valida alternativa a Bonucci-Chiellini in azzurro.

Se non ci fosse Pochettino nel mezzo, anche Donnarumma sarebbe già super protagonista da un pezzo, però alla prima in Champions i giornali francesi lo hanno già incorniciato: "Immenso". Sempre ripensando a Jorginho, che gli inglesi avevano mal digerito quando passò dal Napoli al Chelsea. Ora lo spingono nella corsa al Pallone d’Oro, nonostante quella tragica notte (per loro) di Wembley.