Mario Mandzukic è lontano dal campo dallo scorso 18 febbraio
Mario Mandzukic è lontano dal campo dallo scorso 18 febbraio
di Ilaria Checchi Milano Se in campo con la maglia del Diavolo ancora non ha dimostrato le sue qualità da attaccante verace, fuori dal manto erboso Mario Mandzukic si è rivelato campione di generosità: ha colpito il gesto che il croato ha voluto fare nei confronti del club rossonero, decidendo di rinunciare alla retribuzione del mese di marzo per devolverla ai progetti di Fondazione Milan. Mandzukic è lontano dal campo dallo scorso 18 febbraio, giorno del match di Europa League contro la Stella Rossa e i numeri collezionati finora parlano chiaro: quattro presenze in...

di Ilaria Checchi

Milano

Se in campo con la maglia del Diavolo ancora non ha dimostrato le sue qualità da attaccante verace, fuori dal manto erboso Mario Mandzukic si è rivelato campione di generosità: ha colpito il gesto che il croato ha voluto fare nei confronti del club rossonero, decidendo di rinunciare alla retribuzione del mese di marzo per devolverla ai progetti di Fondazione Milan. Mandzukic è lontano dal campo dallo scorso 18 febbraio, giorno del match di Europa League contro la Stella Rossa e i numeri collezionati finora parlano chiaro: quattro presenze in campionato, una in Europa League, 76 minuti in Serie A, 82 in Coppa, il tutto condito da zero gol. "Un gesto d’eccezione che dimostra l’etica e la professionalità di Mario Mandzukic e il suo rispetto per il Milan. Il Club avrà così la possibilità di sostenere ulteriormente la Fondazione Milan per progetti a favore di giovani in condizioni di fragilità socio-economica ed educativa, in cui lo sport è strumento di inclusione sociale" ha commentato il Presidente Paolo Scaroni. Arrivato nel mercato di gennaio per aumentare esperienza, peso e centimetri in zona offensiva, l’attaccante croato per diversi problemi fisici ha dato un contributo estremamente esiguo alla causa: convocato per il match di domenica contro il Genoa, con ogni probabilità inizierà la gara dalla panchina, pronto a dare il suo contributo per una parte di match. Il croato spera di convincere la società a rinnovargli la fiducia in vista della prossima stagione e ogni minuto che il tecnico emiliano gli concederà sarà utile alla causa. Oltre alla questione Mandzukic, però, è il rinnovo di Donnarumma a impensierire la dirigenza di via Aldo Rossi: in attesa che l’agente del portiere si presenti in sede per ufficializzare l’accordo di Ibrahimovic e per affrontare l’ormai annosa questione relativa all’estremo difensore, il club resta fermo sulle sue posizioni, bloccando l’offerta di un contratto di cinque anni a 8 milioni di euro netti a stagione (vale a dire 16 milioni per il bilancio societario). Considerando inoltre la percentuale destinata a Raiola, per il Milan si tratterebbe di un’operazione da quasi 100 milioni di euro. La richiesta dell’agente è invece fissata su un biennale da 12 milioni di euro l’anno, una cifra che, in tempo di Covid-19, è assolutamente onerosa da rispettare. Il 22enne in scadenza di contratto tra poco più di 70 giorni non ha ancora parlato dell’attuale situazione di Impasse ma è chiaro che prima di legarsi ai colori rossoneri, a cui nelle ultime dichiarazioni ha giurato eterno amore, Donnarumma voglia avere la certezza di poter prendere parte alla prossima Champions League: con la Juventus alla finestra in attesa di nuovi sviluppi pare invece sicuro che il club non rinnoverà il contratto di Antonio Donnarumma, in scadenza il prossimo 30 giugno: il fratello di Gigio e terza scelta tra i pali è dunque da considerarsi in uscita.