di Gianmarco Marchini Cosa c’è di meglio di un nuovo anno per riorganizzare le idee? Niente. Tanto più se il sipario su quello vecchio l’aveva calato quell’eterno ragazzaccio di Frank Ribery. La Juventus di Andrea Pirlo riparte dall’Udinese, nella comfort zone dell’Allianz Stadium. Che poi non è mica così tanto comfort dopo che la Fiorentina di Cesarone Prandelli, alle porte del Natale, ha messo sottosopra tutte le certezze (non troppe, sia chiaro) del nuovo corso bianconero. E cosa c’è di meglio per ripartire se non affidarsi a una...

di Gianmarco Marchini

Cosa c’è di meglio di un nuovo anno per riorganizzare le idee? Niente. Tanto più se il sipario su quello vecchio l’aveva calato quell’eterno ragazzaccio di Frank Ribery. La Juventus di Andrea Pirlo riparte dall’Udinese, nella comfort zone dell’Allianz Stadium. Che poi non è mica così tanto comfort dopo che la Fiorentina di Cesarone Prandelli, alle porte del Natale, ha messo sottosopra tutte le certezze (non troppe, sia chiaro) del nuovo corso bianconero.

E cosa c’è di meglio per ripartire se non affidarsi a una macchina da record come Ronaldo? Niente, probabilmente. Tanto più che ad armare il piede del portoghese c’è la consapevolezza del tempo che scorre, questo sì l’unico vero avversario capace di umanizzare l’extraterrestre di Funchal. A febbraio saranno trentasei le primavere di Cristiano. Non i trentanove di Ibrahimovic, ma ci andiamo vicino. E’ un periodo di profonde riflessioni per il re bianconero, legato ancora per un anno e mezzo alla Signora (non Georgina, s’intende). L’impressione è che i prossimi mesi saranno decisivi per definire dove andrà a tramontare la splendida carriera del cinque volte Pallone d’Oro. E qui s’accende una spia, un allarme fisso nei pensieri del nostro campionissimo: CR7 vuole il sesto trofeo personale per raggiungere il Rivale Messi e, quindi, ogni sua scelta, ogni suo passo saranno in questa direzione. Se la Juve dovesse fallire l’obiettivo Champions ancora una volta, sarebbe faticoso immaginare il prossimo anno un Cristiano ancora sotto la Mole. Al tempo stesso, però, un’affermazione in Europa, garantirebbe un biglietto vincente da incassare alla giuria di France Football. Cos’altro a quel punto potrebbe chiedere il portoghese alla sua avventura italiana? Niente.

Il futuro quindi è più lontano che vicino a Torino. Il presente, però, è qui, a un 2021 che mette davanti grandi sfide, prima fra tutte recuperare il distacco dallla vetta che, oggi, prima del fischio d’inizio delle partite, è di dieci lunghezze dal Milan e di nove dall’Inter. Ma che alle 20.45 potrebbe lievitare temporaneamente a tredici e dodici. Troppo, francamente inaccettabile per chi da nove anni domina in lungo e in largo. Pirlo sa che non può più sbagliare e allora oggi contro l’Udinese si affiderà all’ormai collaudato 4-4-2, con Ronaldo, appunto, e la spalla perfetta Alvaro Morata. Non ci sarà, invece, Cuadrado, squalificato dopo il rosso folle con i viola, E non dovrebbe esserci nemmeno Rabiot al centro di un caso singolare: il francese avrebbe dovuto scontare la squalifica dal giorno successivo alla sentenza su Juve-Napoli. Ma il verdetto è arrivato lo stesso giorno di Juve-Fiorentina, saltata a scanso di equivoci. Stessa ragione per cui si teme un ricorso dei friulani.