Cristiano Ronaldo, 36 anni, ha ancora una stagione di contratto con la Juventus: ma i conti del club e i tre flop in Champions potrebbero dividere le due strade
Cristiano Ronaldo, 36 anni, ha ancora una stagione di contratto con la Juventus: ma i conti del club e i tre flop in Champions potrebbero dividere le due strade
di Paolo Franci Un po’ Ronaldo, un po’ Napoleone Bonaparte. Anzi: molto Napoleone e un pizzico di orgoglio in stile CR7. La star portoghese sceglie la via della retorica per rispondere alle critiche di chi lo ritiene il maggior responsabile del flop in Champions. Lui che era arrivato qui per alzare quella Coppona che invece gli si è ritorta contro. Ronaldo parla attraverso quei social che ogni giorno gli fanno cassa. Si sa: un suo volteggio sul web in forma di parola può valere milioni. Stavolta, invece, vale per mettere le cose in chiaro e parlare di quell’obiettivo fallito a ’casa sua’, la Champions. Perchè è vero che il calcio è uno sport di squadra, ma lo è molto meno se nella tua giocano signori tipo Ronaldo, Messi o Mbappè. E invece CR7, è stato decisivo, sì, contro il Porto, ma...

di Paolo Franci

Un po’ Ronaldo, un po’ Napoleone Bonaparte. Anzi: molto Napoleone e un pizzico di orgoglio in stile CR7. La star portoghese sceglie la via della retorica per rispondere alle critiche di chi lo ritiene il maggior responsabile del flop in Champions. Lui che era arrivato qui per alzare quella Coppona che invece gli si è ritorta contro. Ronaldo parla attraverso quei social che ogni giorno gli fanno cassa. Si sa: un suo volteggio sul web in forma di parola può valere milioni. Stavolta, invece, vale per mettere le cose in chiaro e parlare di quell’obiettivo fallito a ’casa sua’, la Champions. Perchè è vero che il calcio è uno sport di squadra, ma lo è molto meno se nella tua giocano signori tipo Ronaldo, Messi o Mbappè.

E invece CR7, è stato decisivo, sì, contro il Porto, ma certo in contromano, compresa quell’ingenuità in barriera che è valsa il gol dell’eliminazione. Lui, parecchio offeso, sceglie Instagram per rispondere col tono da imperatore. E si rivolge a quei sudditi che osano metterlo in discussione: "Più importante del numero di cadute che fai nella vita, è quanto forte e velocemente ti rimetti in piedi". Vabbè, qui siamo ai grandi classici della retorica e un pizzico di sana permalosità va concessa, Ronaldo se lo è guadagnato sul campo di battaglia. Momento da viale del tramonto un bel po’ struggente, invece, quando il campione mostra i trofei del passato per inquadrare il presente: "È vero che il passato appartiene ai musei (direi!), ma per fortuna il calcio ha memoria ... e anch’io! La storia non può essere cancellata, è scritta ogni singolo giorno con resilienza, spirito di squadra, tenacia e tanto duro lavoro. E coloro che non lo capiscono, non raggiungeranno mai la gloria e il successo", è l’anatema di Cristiano per tutti coloro che non credono (più in lui). Chiaro come qui, Ronaldo sia autoreferenziale e anche un bel po’ banale, perchè proprio lui sa come le regole del pallone siano inchiodate all’adesso e al domani. Certo, il passato conta, ma non se non si rispecchia nel presente. Cioè, se sei venuto qui pieno di gloria per la ’Decima’ di Madrid - il decimo trionfo in Coppa Campioni dei Blancos - e rischi di non vincere, quest’anno, neanche il ’decimo’ (leggi: scudetto di fila, è difficile credere all’entusiasmo per una coppetta Italia: "Siamo già focalizzati sul Cagliari, per la corsa al campionato, alla finale di Coppa Italia e a tutto ciò che possiamo ancora ottenere in questa stagione", dice il Magnifico Portoghese. Se però poi arrivano notizie dalla Spagna che Jorge Mendes, il suo procuratore, stia lavorando per riportarlo al Real, beh, difficile credere a questo pieno di entusiasmo. Peraltro, volontà di un ritorno che a Madrid hanno accolto in modo assai freddino, perchè CR7 a 36 anni, a certe cifre, è un affare da ponderare.

Intanto la Juve gioca a Cagliari e Pirlo sottolinea come il ko con il Porto sia stato una "bella botta". Andrea non cerca alibi, però nelle sue riflessioni ne emerge uno in maniera del tutto naturale. Quando accenna al mix tra vintage e Beat Generation, i giovani: "Abbiamo cominciato a inserire ragazzi più giovani accanto a giocatori di una certa caratura come Cristiano, Giorgio, Leo... Questo è stato il progetto iniziale e lo sarà anche per il futuro". Ecco, Pirlo che raramente cerca alibi scontati, qui sottolinea come la Juve sia a metà del guado in un progetto di rinnovamento che, dunque, avrebbe anche potuto incontrare ostacoli difficili da digerire. E intanto, adesso c’è il Cagliari, tornato affilatissimo - 7 punti in 3 gare - con il cambio di allenatore. Occhio, Cristiano, perchè è vero che chi cade deve sapersi rialzare e il numero di cadute non è importante, ma farlo troppo spesso altro non significa che finire ko. O no?

Cagliari (3-5-2): Cragno; Rugani, Godin, Klavan; Nandez, Marin, Duncan, Nainggolan, Asamoah; Joao Pedro, Simeone. All.: Semplici

Juventus (4-4-2): Szczesny; Danilo, De Ligt, Chiellini, Bernardeschi; Chiesa, Arthur, Rabiot, McKennie; Kulusevski, Ronaldo. All.: Pirlo.