Antonin Barak, 26 anni: ieri ha segnato l’1-1 che può mettere fine ai sogni scudetto
Antonin Barak, 26 anni: ieri ha segnato l’1-1 che può mettere fine ai sogni scudetto
di Paolo Grilli Non basta un quarto d’ora di fuoco in avvio, non basta il solito gol di Ronaldo. La Juve in una quasi fatal Verona vede scivolare il sogno scudetto in fondo alla lista dei desideri. Non potrebbe essere altrimenti, con l’Inter che oggi potrebbe anche andare a +10. E la consapevolezza di poter in piccola parte colmare il gap con il recupero contro il Napoli non consolerà...

di Paolo Grilli

Non basta un quarto d’ora di fuoco in avvio, non basta il solito gol di Ronaldo. La Juve in una quasi fatal Verona vede scivolare il sogno scudetto in fondo alla lista dei desideri. Non potrebbe essere altrimenti, con l’Inter che oggi potrebbe anche andare a +10. E la consapevolezza di poter in piccola parte colmare il gap con il recupero contro il Napoli non consolerà certo CR7 e compagni, quando il campionato è ormai arrivato ai due terzi del cammino.

La Signora tartassa i gialloblù all’inizio, va al tiro con continuità, ma non riesce a pungere. E lascia poi riemergere la truppa di Juric. Gara ruvida, nervosa. Senza respiro. E Pirlo sembra pagare le tante assenze, quelle che gli impediscono di rivedere in corsa i suoi piani dopo il primo quarto d’ora all’assalto.

A inizio ripresa, per la Juve il gol illusorio di CR7 con il pregiato innesco di Chiesa: un giocatore, quest’ultimo, sempre più indispensabile in questa corazzata dai troppi scricchiolii. L’energia di Federico, la sana sfacciataggine che mette in ogni azione non sono meno necessari a questa Juve dei gol del più illustre compagno. Ma in un inseguimento così serrato le frenate non sono contemplate, e la Signora rimpiangerà sempre più i punti lasciati per strada all’andata, quando ricercava con troppa leggerezza, in un vortice di sterili esperimenti, la propria identità.

Ha brillato anche Kulusevski, erroneamente ritenuto da molti il rivale di Chiesa nell’undici bianconero. I due possono coesistere, eccome, specialmente se lo svedese, là davanti, sa creare occasioni e spazi con la sua prorompenza. Ma è mancata la verve complessiva, l’attitudine innata del gruppio a trovare la conclusione vincente nel momento più opportuno.

Il Verona, squadra scaltra e arcigna se ce n’è una, ha strappato un pari mai così meritato. Nelle ultime tre di campionato coi bianconeri, non li ha mai fatti vincere. Si è chiuso poi è riemerso con forza. Proprio mentre la Juve si perdeva.