Cristiano Ronaldo, 36 anni: dal 2003 non partiva in panchina alla prima di campionato. E nell’ultima giornata della scorsa stagione non era stato schierato
Cristiano Ronaldo, 36 anni: dal 2003 non partiva in panchina alla prima di campionato. E nell’ultima giornata della scorsa stagione non era stato schierato
di Paolo Grilli La scelta, pur condivisa, è stata troppo forte per essere davvero metabolizzata dal mondo bianconero. Anche passata la nottata, a mente fredda dopo una pazza partita, l’esclusione di Ronaldo dall’undici di Udine si è rivelata una svolta irreversibile. Il campionissimo calato al livello dei “tanti“, sottintendendo, anzi dichiarando (Allegri dixit) che solo in condizioni top CR7 può essere utile alla causa. Anche se le conferme sulla sua permanenza a Torino non sono mancate – lo stesso Max l’ha ribadito sabato, poi Nedved appena prima della partita – è inevitabile pensare che...

di Paolo Grilli

La scelta, pur condivisa, è stata troppo forte per essere davvero metabolizzata dal mondo bianconero. Anche passata la nottata, a mente fredda dopo una pazza partita, l’esclusione di Ronaldo dall’undici di Udine si è rivelata una svolta irreversibile. Il campionissimo calato al livello dei “tanti“, sottintendendo, anzi dichiarando (Allegri dixit) che solo in condizioni top CR7 può essere utile alla causa.

Anche se le conferme sulla sua permanenza a Torino non sono mancate – lo stesso Max l’ha ribadito sabato, poi Nedved appena prima della partita – è inevitabile pensare che Cristiano possa ancora lasciare Torino prima della fine della sessione di mercato. Per una serie di motivi forti e altrettanto evidenti.

Il primo è la perdita del suo ruolo di protagonista assoluto e imprescindibile, venuto meno proprio con l’invito ad accomodarsi in panchina in assenza di infortuni. Poi, la freddezza con cui il portoghese ha “trattato“ sui social la sua squadra nel corso dell’estate, mai nominandola e nemmeno spendendo una parola su un futuro comune. Infine, la chiara convenienza economica che rappresenterebbe la cessione di CR7 per la Signora, sulle cui casse il lusitano grava per 83 milioni all’anno: un peso enorme, anche dopo che è stato varato il piano per l’aumento di capitale da 400 milioni da concludere entro la fine dell’anno.

Va detto che proprio l’ingaggio record di Cristiano, pur giustificato dai suoi numeri monstre sul campo, ha sinora frenato tutte le possibili pretendenti. Ma entro il 31 agosto è possibile per tutte le parti in causa scendere a compromessi che non scontentino nessuno. Secondo il quotidiano spagnolo “As“, entro il giorno prima della chiusura del mercato il Real farà la sua offerta al Psg per Mbappé e allora il domino delle punte-star potrebbe scatenarsi, portando Cristiano a Parigi. L’infortunio alla spalla di Icardi (starà fuori 3-4 settimane) è l’ulteriore variabile di un’operazione che ad oggi risulta del tutto virtuale anche se i tifosi di tutto il mondo, non solo del super team parigino, fantasticano di un tridente con Neymar, Messi e Ronaldo.

La Juve, se il portoghese dovesse partire, si fionderebbe su Gabriel Jesus del City: ma il brasiliano potrebbe lasciare Guardiola solo se ai Citizens arrivasse harry Kane, un colpaccio tutt’altro che scontato visto che per il colosso d’attacco della nazionale inglese servono almeno 150 milioni. Un’ultima pista si apre poi tra Torino e Manchester. Cristiano potrebbe tornare allo United, dove è sbocciato come campione, e in bianconero arriverebbe Anthony Martial.

Nei prossimi sette giorni sapremo se CR7 avrà davvero un futuro in bianconero, proprio mentre Dybala (ieri convocato nell’Argentina dopo due anni) sta riscalando le gerarchie. Allegri, nel frattempo, con la decisione di domenica ha almeno dimostrato di avere pieno e totale controllo sulla rosa, senza condizionamenti. Ma intanto deve incassare, dopo il pari beffardo, anche lo stop di Kaio Jorge per lo stiramento al flessore. Piove già sul bagnato?